Ecco quali sono le 9 nazionalità a cui UNHCR in Libia concede il diritto all’evacuazione e alla vita.

UNHCR vuol dire United Nations High Commissioner for Refugees e dagli spot DONA ORA che vediamo su giornali, siti internet, manifesti per strada, google adsense e youtube sembra che aiutino tutte le persone sfollate dalle loro case a causa di guerre, carestie, persecuzioni, povertà.

E’ vero? No, sono pubblicità ingannevoli, peggio del pandoro della Ferragni perché sono pagate da soldi pubblici.

In Libia UNHCR considera meritevoli di vita soltanto persone di 9 nazionalità (prima erano 7).

Le 9 nazionalità che l’ONU assiste in Libia sono solo:

Etiopia,
Eritrea,
Iraq,
Palestine,
Somalia,
Sudan,
Sud Sudan,
Siria
Yemen.

Chi le ha decise?

I libici.

Sì, gli stessi libici del Governo di Tripoli che schiavizzano, torturano, violentano, uccidono i migranti e che hanno una legge che condanna alla galera a vita con lavori forzati tutti gli stranieri irregolari che entrano, permangono o escono dal loro paese (la legge 19/2010, attualmente in vigore).

Lo ammette candidamente UNHCR in un suo documento ufficiale che potete leggere qui:

In practice, the Libyan authorities have only recognized that individuals of nine designated nationalities may have a claim for international protection.
Accordingly, UNHCR has registered as persons of concern primarily individuals from these nine countries, namely Ethiopia, Eritrea, Iraq, Palestine, Somalia, Sudan, South Sudan, Syria and Yemen.

Traduzione: In pratica, le autorità libiche hanno riconosciuto soltanto che gli individui di nove nazionalità designate possono presentare domanda di protezione internazionale. Di conseguenza, l’UNHCR ha registrato come persone preoccupanti principalmente individui provenienti da questi nove paesi, vale a dire Etiopia, Eritrea, Iraq, Palestina, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Siria e Yemen.

Mi chiedo, ha senso che a decidere le procedure dell’ONU siano milizie libiche criminali?

Le bugie di UNHCR in Libia su cosa accade alle persone che non sono di quelle 9 nazionalità

Il documento continua con alcune bugie, vere e proprie menzogne che i rifugiati denunciano da anni.

Outside of the nine nationalities, UNHCR exceptionally registers small numbers of persons from other refugee-producing situations, including for instance Mali, Burkina Faso and NW/NE Nigeria, and, irrespective of nationality, persons with particular claim profiles such as persons of diverse sexual orientations and/or gender identities, survivors of sexual and gender-based violence (SGBV) and survivors and victims of trafficking.

Traduzione: Al di fuori delle 9 nazionalità, l’UNHCR registra eccezionalmente un piccolo numero di persone provenienti da altre situazioni che producono rifugiati, tra cui ad esempio Mali, Burkina Faso e Nigeria nordoccidentale/nordoccidentale, e, indipendentemente dalla nazionalità, persone con profili di richiesta particolari come persone di sesso diverso orientamenti e/o identità di genere, sopravvissuti a violenza sessuale e di genere (SGBV) e sopravvissuti e vittime di tratta.

Tutto ciò è falso. Nella realtà tutte queste persone vulnerabili inclusi i bambini e le donne vittime di tratta vengono abbandonate in Libia da UNHCR. Anzi peggio: vengono cedute a IOM che le rimpatria, restituendole alle situazioni di guerra e persecuzione dalle quali erano fuggite. Vi ho già raccontato la storia di Mary, la ragazzina che IOM ha riconsegnato alla mafia nigeriana e di Yusuf, neonato di pochi mesi morto in mare a causa dell’abbandono di UNHCR. Devo ancora raccontarvi la storia di Samia, reduce dai lager, violentata da un libico che le ha trasmesso l’epatite, è malata e UNHCR ha escluso lei e i suoi bimbi dalle evacuazioni. Secondo UNHCR, Mary, Yousuf, Samia e tantissimi altri bambini e donne non sono degni di vivere?

Il paragrafo di UNHCR si chiude con: UNHCR continues to advocate for the registration of all persons seeking international refugee protection, regardless of nationality, and seeks cooperation from all partners to ensure quality referrals to UNHCR.

E’ vero che l’UNHCR in Libia continua a sostenere la registrazione di tutte le persone che cercano protezione internazionale come rifugiato, indipendentemente dalla nazionalità?

No, è falso, falsissimo.

Ogni volta che le donne vittime di tratta ,le mamme dei bambini malati e tutte le altre persone vulnerabili che conosco si recano all’ufficio di UNHCR a Tripoli, vengono respinte. Se interviene un avvocato a rappresentarle, UNHCR dialoga con il legale, perde tempo e poi alla fine le respinge ugualmente.

Tra le azioni solerti diUNHCR Libia in questi anni ricordiamo invece:

  • la vendita sottobanco evacuazioni ai rifugiatiI. Già, ricordate bene. Lo staff di UNHCR Libia vendeva addirittura l’identità di alcune persone ad altre persone. Dopo la mia denuncia, pare abbia smesso.
  • caricare un solo bambino in ogni volo di evacuazione, per poter fare le foto e metterci sopra il tasto DONA ORA.
9 nazionalità

Facciamo causa contro l’UNHCR!

Io non so se avete idee migliori, ma noi del JLProject abbiamo già iniziato a raccogliere prove per fare causa a UNHCR. Abbiamo casi pazzeschi di bambini malati, feriti, denutriti, alcuni addirittura appartenenti a una delle 9 nazionalità, tutti completamente esclusi dalle evacuazioni di UNHCR Libia e li stiamo riunendo sotto un progetto che si chiama UNvisibles (cioé non visibili dall’ONU).

Non ce l’abbiamo con l’ONU, che ancora crediamo cosa buona e giusta, ma solo con le agenzie dell’ONU che sono in Libia (UNHCR e IOM) e con chi da lussuosi uffici in Europa ha scelto il personale dello staff libico.

I bambini e le bambine migranti che stiamo assistendo in Libia stanno crescendo senza cibo, senza cure sanitarie, senza pace, senza sicurezza. Ogni tanto uno ce ne muore. Ce lo comunicano i genitori. Immaginate come ci sentiamo.

Non proviamo rabbia nei confronti degli impiegati di UNHCR e IOM, la rabbia l’abbiamo affrontata e superata anni fa, si è evoluta in una gran bella capacità di reperire prove e denunciarli, con il massimo sangue freddo. In questo siamo molto efficienti.

Non ultimo: i bambini che seguiamo in Libia crescono senza scuola. L’ONU in Libia sta creando una generazione analfabeta e senza futuro e questo secondo noi e un ulteriore crimine contro l’umanità.

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