In questo periodo il mio blog dà voce alle persone rinchiuse nei lager della Libia. Leggi gli aggiornamenti!

Ott 102019
 

corruzione di UNHCR in Libia

Almeno 2000 dollari per ricevere l’agognato codice di registrazione UNHCR in Libia. Ecco il “prezzario della salvezza”.

Sono mesi che moltissimi rifugiati mi raccontano la stessa cosa: in diversi lager libici (soprattutto Zawiya e Tajoura), per essere registrati da UNHCR, e avere così accesso alla protezione internazionale, SI PAGA.

Ho già passato le loro testimonianze agli avvocati, ma è la prima volta che pubblico la notizia su questo blog. Il motivo è che ho voluto aspettare che i testimoni fossero fuori dalla Libia. Avevo paura per le loro vite. In Libia, chi parla viene torturato brutalmente e ucciso.

Adesso che i miei testimoni sono al sicuro, posso raccontarvi tutto.

Anche alla luce dell’inchiesta giornalistica di Sara Creta uscita qualche giorno fa su Euronews. Si intitola:

UNHCR in Libia, parte 3 – Parla un whistleblower: “Favoritismi e cultura dell’impunità”

e vi consiglio di leggerla.

Adesso qualche informazione utile a capire la situazione:

Cosa è la registrazione UNHCR in Libia

Nel sistema dei lager libici, i rifugiati che provengono dalle 9 nazionalità che vengono da UNHCR considerate prioritarie, hanno diritto a venire registrati e successivamente evacuati dal paese.

Ma questa parola, DIRITTO, non sembra avere molto valore in Libia.

In moltissimi lager ci sono persone NON registrate, compresi donne e bambini. Praticamente degli invisibili.

I rifugiati attendono trepidanti l’arrivo dello staff di UNHCR Libia per le “interviste”, ovvero il momento in cui si viene registrati e si può avere accesso alle liste di evacuazione.

I criteri UNHCR in Libia per le liste di evacuazione. Quelli ufficiali e quelli reali.

Qualche settimana fa, la portavoce di UNHCR Italia (che non c’entra nulla con UNHCR Libia e con le sue ombre!) mi ha spedito i criteri “ufficiali” di evacuazione.

Io ho notato che essi NON COINCIDONO AFFATTO con la realtà che sto osservando in Libia.

Qualche esempio (l’ordine delle categorie prioritarie è quello di UNHCR)

  • Legal and/or Physical Protection Needs —– il sedicenne Sid è stato abbandonato da UNHCR Libia
  • Survivors of Torture and/or Violence —- i sopravvissuti alle torture nel lager di Tajoura sono stati abbandonati da UNHCR e invitati a sloggiare dal GDF, tutti quelli fuori dal GDF perché di “nazionalità altra” (per esempio i Sud Sudanesi, che per UNHCR non hanno diritto alla protezione internazionale)
  • Medical Needs —— oltre il sedicenne Sid, conosco anche un ragazzo diabetico che è stato abbandonato da UNHCR. Ve ne parlerò presto.
  • Women and Girls at Risk —- la mia amica Kissa e le sue sorelle sono da 15 mesi alla mercé delle guardie e sono state abbandonate da UNHCR
  • Family Reunification, Children and Adolescents at Risk, and Lack of Foreseeable Alternative Durable Solutions  —– Mid e i suoi 4 bambini (il più grande ha 9 anni), i minorenni di Zintan, la neonatina nata 3 settimane fa… Ne ho quanti volete di abbandonati da UNHCR!

I criteri ufficiali di UNHCR, insomma, non vengono rispettati in Libia.

Monitoro da mesi alcuni gruppi di rifugiati della stessa nazionalità arrivati nel sistema dei lager libici lo stesso giorno. Ho tutti i loro dati, comprese le date di nascita. Vi sorprenderà sapere che, all’interno dello stesso gruppo, uomini maggiorenni sono stati evacuati, mentre minorenni e donne sono ancora in Libia.

Kissa, per esempio, è una ragazza di 20 anni. Lei e Moh (ragazzo di 25 anni) erano sullo stesso gommone e sono stati portati nello stesso lager. UNHCR ha portato Moh in Europa mesi fa, Kissa invece è ancora nel lager libico.

Di questi esempi posso farvene tantissimi.

Le accuse di corruzione e il racket di vendita della salvezza

L’inchiesta di Sara Creta si basa sulle rivelazioni di un whistleblower, un impiegato di UNHCR in Libia che ha deciso di parlare. Ha raccontato di rifugiati che “pagano per entrare nel centro di evacuazione UNHCR di Tripoli noto come GDF (Gathering and Departure Facility, GDF)

L’inchiesta ha anche testimonianze di rifugiati. Uno di loro ha rivelato ad Euronews:Le guardie che lavorano al cancello, hanno portato dentro alcune donne somale ed eritree; hanno pagato 2000 dinari (circa 430€) ciascuna. Lo abbiamo riferito ad UNHCR, ma ci hanno chiesto di non dirlo a nessuno“.

Le testimonianze che ho raccolto io raccontano le stesse cose

“UNHCR vende codici di registrazione oppure casi di altre persone”.

Sapete cosa sono i “casi di altre persone“? Ho un amico eritreo che, assieme a sua sorella, 12 anni fa era rifugiato in Sudan. UNHCR evacuò sua sorella in Canada, ma non lui, perché qualcuno aveva rubato la sua identità ed era già stato portato in Canada al posto suo. Stesso modus operandi?

Chi prende i soldi? UNHCR o le guardie libiche?

Ho fatto questa domanda a chi è uscito dalla Libia e ricevuto tutti i nomi dei corrotti, da varie fonti.

Il racket è talmente diffuso che, secondo le testimonianze, sia guardie libiche sia dipendenti di UNHCR in Libia ne farebbero parte.

In questo lager libico, ad esempio, c’è una partnership ben collaudata:

In altri tutto passerebbe per gli impiegati UNHCR, di cui pare ci sia anche un capo:

Come avvengono i pagamenti?

Rigorosamente cash.

I parenti a casa (quando ci sono) inviano dei money transfer ai rifugiati. Loro li ritirano e consegnano i soldi in contanti.

Sarà difficile, quindi, capire quanti soldi siano stati estorti ai rifugiati. Ma se ne può avere qualche indizio se si confrontano le ricevute dei trasferimenti di denaro con le date di evacuazione o registrazione dei rifugiati.

Ad esempio:

  • il rifugiato A ha ricevuto 2000 dollari dalla madre in Eritrea. dopo 3 giorni è stato registrato
  • il rifugiato B ha ricevuto 5000 dollari dallo zio in Sudan. Dopo una settimana è stato fatto salire su un volo di evacuazione per l’Europa.

Il prezzario

Ecco un prezzario di massima, basato sulle (tantissime) testimonianze che ho raccolto:

Codice di registrazione

  • 2000 dollari se la persona ne ha diritto prioritario (in alcuni casi 3000 dollari)
  • 5000 dollari se è di nazionalità non idonea (migrante economico).

Entrata nel GDF

Evacuazione

  • I prezzi variano moltissimo e scendono e salgono in continuazione. Pare ci sia una specie di asta.

Buone notizie: la sede centrale di UNHCR si sta muovendo contro la corruzione del suo staff in Libia.

So per certo che UNHCR sta indagando sulla corruzione e sulle gravi inadempienze dello staff UNHCR in Libia.

Casi analoghi sono avvenuti altrove. Uguali uguali. I dipendenti di UNHCR vendevano le ricollocazioni ai rifugiati (che ne avevano diritto gratis) anche in Kenya e in Sudan.

La sede centrale UNHCR li ha denunciati e licenziati.

Spero che lo facciano presto annche il Libia.

L’impunità dei dipendenti di UNHCR in Libia

Se licenziarli è possibile, denunciarli spesso non lo è, perché lo staff di UNHCR in Libia è quasi esclusivamente libico. (Ma Z, il “boss della corruzione” di cui mi hanno parlato, non lo è!)

Ora avete capito perché, sui social, sono sempre molto critica nei confronti dello staff di UNHCR in Libia.

Il motivo è questo (lascio rispondere un mio amico rifugiato)

Ed ora un’ultima cosa, ma importante:

I rifugiati che hanno pagato per la loro salvezza sono delle VITTIME.

Alcuni di loro si vergognano di aver pagato per uscire dalla Libia. Si sentono colpevoli.

Invece NO, sono VITTIME.

Sono vittime di un racket estorsorio terribile. Anche noi italiani sappiamo cosa si prova a dover pagare per non trovarsi casa o negozio dilaniato da una bomba, i figli uccisi. Conosciamo bene il racket mafioso e il pizzo da pagare per rimanere vivi. Ma ultimamente molti italiani hanno reagito, hanno denunciato. Il loro coraggio è stato riconosciuto da tutti e sono stati trattati da eroi, come meritano.

Il mio messaggio ai rifugiati che sono usciti dalla Libia è questo:

Denunciate lo staff di UNHCR in Libia! Vi aiuteremo.

La salvezza era un vostro diritto e qualcuno ve lo ha negato per arricchirsi.

Questo blog ha bisogno di aiuto, scopri perchè. Qui sotto trovi il link alla donazione con PayPal o carta. Sappi che il blog farà fruttare parecchio ogni euro che arriverà e ti renderà fiero di averlo donato.



Iscriviti alla newsletter

 Lascia una Risposta:

obbligatorio

obbligatorio

Ciao, questo sito utilizza utilizza cookies, anche di terze parti, per migliorare la navigazione. Scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi