In questo periodo il mio blog dà voce alle persone rinchiuse nei lager della Libia. Leggi gli aggiornamenti!

Mag 312019
 

A quanto pare, l’UNHCR nulla può fare, perché la decisione ultima sulla salvezza delle donne stuprate nei lager viene presa dalle stesse guardie libiche, ovvero dai loro stessi violentatori.
Ecco l’ultima folle regola di un sistema già criminale.

Tramite testimonianze, noi del collettivo Josi & Loni Project abbiamo ricostruito l’iter dei (pochi) rifugiati che sono riusciti a lasciare la Libia.

A quanto ci dicono, c’è una lista che viene redatta dall’UNHCR e presentata nei vari lager governativi. Ma sono le guardie a dire “Questo sì. Questo invece no, ce lo teniamo”.

Sappiamo che:
– chi ha protestato,
– chi si è adoperato per aiutare gli altri,
– chi ha diffuso video e foto per denunciare violenze, privazioni e abusi,
– chi ha semplicemente parlato con MSF (quando riesce a entrare) o con delegati stranieri
non viene mai evacuato. Rimane lì per anni, quando non viene ucciso dalle guardie. Torture, morte e mancanza di evacuazione sono le punizioni inflitta dalle guardie ai rifugiati che “sgarrano”.

Ma c’è un’altra esclusione che le guardie praticano, sistematicamente, dalle liste di evacuazione UNHCR: le giovani donne sole.

Monitorando le uscite dai vari lager, ci siamo resi conto di un dato importante: in gruppi di rifugiati della stessa nazionalità, catturati lo stesso giorno, le coppie e alcuni single maschi sono stati evacuati verso il Niger. Le ragazze giovani e sole NO.

Perché?

Tutti dicono che sono le guardie a voler trattenere le ragazze giovani, allo scopo di violentarle.

Lo stesso UNHCR avverte chespesso donne migranti e rifugiate sono vittime di violenze e stupri nei campi di raccolta in Libia”.

E’ vero, confermo. Anzi, considerando le testimonianze che ho raccolto, cambierei l’avverbio spesso in sempre. Perché non ho ancora trovato una donna a cui non sia successo.

Le donne sono SEMPRE vittime di violenze e stupri nei campi di concentramento in Libia.

Anche in quelli che il Governo italiano ci spaccia come sicuri, anche in quelli in cui l’Italia mette soldi.

Come questo:

https://www.rsi.ch/play/tv/telegiornale/video/03-03-2019-libia-terra-di-migranti?id=11499140&startTime=181.780565

Nel video, al minuto 3:15, una ragazza dice “Sono in questo centro, ho 18 anni, aspetto un bambino

I giornalisti della tv svizzera hanno appiccicato la sua testimonianza lì, come se fosse una cosa normale, come una normale testimonianza del passaggio dei migranti in Libia. Poi hanno aggiunto che alcune ragazze hanno dichiarato di essere state violentate dai trafficanti. Non si sono invece chiesti come può una ragazza, chiusa nell’hangar femminile da 11 mesi, essere incinta.

Ve lo dico io.

Ciò che quella ragazza, come tante altre, cercava di dire ai giornalisti è che è stata violentata. Ciò è avvenuto in un campo governativo finanziato dall’Italia. Gli stupri sono una costante di questo e di altri lager.

Violenze continue. Ci sono ragazze che le subiscono TUTTI I GIORNI, DA PIU’ DI UN ANNO.

Allora:

Chiediamo di evacuare immediatamente TUTTE le donne, anche quelle sole e giovani che le guardie depennano dalle liste dell’UNHCR per continuare a tenerle schiave.

Chiediamo al Governo italiano di emanare IMMEDIATAMENTE un provvedimento per l’evacuazione delle donne, soprattutto dai lager che finanzia. Perché non è possibile che l’Italia sia complice degli stupri quotidiani che subiscono queste ragazze.

  4 Commenti per “Chi decide se evacuare le donne stuprate nei lager libici? L’UNHCR o i loro stessi violentatori?”

  1. Ciao, vorrei sapere cosa succede ai migranti quando vengono rimpatriati?

    • Bella domanda. IL REIMPATRIO.
      Per fortuna alcuni non possono essere reimpatriati (ad esempio eritrei e sudanesi) e in quel caso si provvede (o si dovrebbe provvedere, dato che qui parliamo di un sistema che non funziona per niente, se non per arricchire stupratori e torturatori) alla ricollocazione in altri paesi.
      IN ALTRI CASI IL REIMPATRIO E’ LEGALE
      Altri purtroppo sì, vengono riportati nei paesi da cui erano scappati. E ci arrivano dopo anni di sofferenze. Perché il reimpatrio non avviene subito. Sapevi che a Tajoura c’è un’hangar emorme con dentro cittadini addirittura del Bangladesh?

      Cosa accade al reimpatriato una volta tornato al punto di partenza non lo so, non ho mai conosciuto nessuno a cui sia successo. Posso solo immaginarlo.
      Però sarebbe bene raccontare qualcuna di queste storie. Indago.

  2. Sono semplicemente schifata da queste cose, indiferentemente che succedano in campi finanziati dall’Italia o meno.
    Ritengo che se un uomo considerasse la donna degna di rispetto ed al suo livello tali cose non dovrebbero succedere.

    • Sì. Se poi c’è gente che si proclama pro-life e pro-famiglia e poi gode quando spedisce le donne in questi posti… fa ancora più schifo.
      (Ogni riferimento ai leghisti NON E’ puramente casuale)

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