Il Guatemala, come tutto il Centro America, è una meta perfetta per un viaggio con i bambini.

I motivi principali sono:

  • i guatemaltechi sono il popolo più bimbo friendly che conosco
  • i bambini si divertono in mezzo alla natura e alle piramidi
  • non ci sono malattie
  • il cibo è molto simile al nostro
  • c’è sempre un posto (fiume, lago, mare) dove fare il bagno

Io, però, avevo una bambina di un anno, quasi due. Troppo piccola?

Per scoprire se il Guatemala era adatto anche a viaggi con bambini piccolissimi… ho dovuto sperimentare.

Dopo aver fatto alcune cervellotiche considerazioni sul viaggiare con i bambini piccoli, sono partita per 3 settimane con mia figlia Nadia, quasi 2 anni.
E per farla breve si, si è rivelata una meta straordinaria!

Qualche consiglio pratico per iniziare

L’itinerario

Il paese già lo conoscevo bene, ci ero stata 4 volte, ma per Mao, il mio compagno, era la prima volta e così abbiamo studiato un itinerario che potesse andar bene per tutti.

La parte dell’altopiano è facilmente visitabile. Antigua, il lago Atitlan e Chichicastenango sono vicini tra loro e facilmente raggiungibili. Il mare a Monterrico dista due ore da Antigua. Il problema era piuttosto la parte est, quella di Tikal e Rio Dulce, perché le distanze sono grandi. Abbiamo quindi deciso di prendere un’auto con autista a nostra disposizione. O meglio a disposizione di Nadia. Ciò ci ha facilitato moltissimo perché abbiamo viaggiato secondo i tempi della bambina.

Il nostro itinerario è stato questo e a posteriori posso dire che era assolutamente ben fatto:

Giorno 1: partenza volo e arrivo a Guatemala city alle 17. Trasferimento ad Antigua.
Giorno 2: Antigua
Giorno 3: Antigua – Chichicastenango – San Pedro La Laguna
Giorno 4: San Pedro La Laguna
Giorno 5: San Pedro La Laguna – Santiago de Atitlan – San Pedro La Laguna
Giorno 6: San Pedro La Laguna – Antigua
Giorno 7: Antigua
Giorno 8: Antigua – Finca Ixobel
Giorno 9: Finca Ixobel
Giorno 10: Finca Ixobel – Flores
Giorno 11: Flores – Tikal – Flores
Giorno 12: Flores – Rio Dulce
Giorno 13: Rio Dulce – Antigua
Giorno 14: Antigua – Monterrico
Giorno 15: Monterrico
Giorno 16: Monterrico – Antigua
Giorno 17: Antigua – aeroporto
Giorno 18: arrivo in Italia

Cosa portare in Guatemala se viaggiate con bambini piccoli

Guatemala con bambini

Da brava viaggiatrice sono partita con lo zaino. In 3 avevamo in tutto 2 zaini belli grossi più uno zainetto a mano. Ma non li abbiamo mai davvero portati in giro tutti. Girare il Guatemala ti porta a passare più volte per Antigua. Noi lasciavamo lì le cose che non ci servivano, in modo da poter viaggiare con meno bagaglio.

Prima di partire sono andata a curiosare nella sezione bambini del sito internet di un grande supermercato guatemalteco per vedere cosa avevano e cosa mancava. Ecco cosa c’è in Guatemala:

  • pannolini tantissimi, di varie marche tra cui l’unica conosciuta in Italia è Huggies.
  • salviettine tantissime
  • saponi per bambini, cremine ecc hanno tutto
  • omogeneizzati ne hanno, anche biologici (Nadia non li mangia ma li metto nella lista

Da segnalare che tutta questa roba ha praticamente lo stesso costo che in Europa (quindi, per il Guatemala, è molto cara).

Ecco invece cosa manca (se vi serve portatelo dall’Italia):

  • biscotti Plasmon o simili – assolutamente sconosciuti
  • pannolini per la piscina

Discorso a parte è il latte. Il latte fresco praticamente non esiste. Il latte locale è a lunga conservazione e a Nadia non è proprio piaciuto.

Ecco cosa consiglio di portare dall’Italia:

  • medicine
  • un bel pezzo di parmiggiano reggiano (molto stagionato)
  • un sacco lenzuolo o un lenzuolo grande
  • crema solare altissima protezione
  • una copertina
  • la zanzariera (non ci è mai servita perché l’ abbiamo sempre trovata negli alberghetti. Però io per sicurezza la porto sempre!)
  • un piccolo pc portatile o tablet con i cartoni animali preferiti del pargolo. Non avrei mai immaginato di scriverlo ma è stato un oggetto utilissimo per quei pochi ma significativi momenti in cui la bambina si annoiava e aveva nostalgia di casa. In macchina per esempio.
  • sapone da bucato per lavare i (tanti) vestitini sporchi – io l’ho comprato lì
  • qualche giocattolo

Invece è da lasciare a casa il passeggino. Dato lo stato delle strade, in Guatemala è inutilizzabile. Noi l’abbiamo portato, ci abbiamo percorso dieci metri di strada e lo abbandonato subito ad Antigua per tutto il viaggio.

Quando la bambina si addormentava, mettevamo due sedie vicine. Semplicemente.

Il volo aereo per andare in Guatemala

Il volo aereo un po’ mi spaventava. Minimo 16 ore tra i due voli.
In realtà, poi, tutto è andato benissimo.
Abbiamo volato Iberia, che probabilmente è la compagnia meno bimbo friendly che esista. Nonostante questo Nadia è stata tranquillissima. All’andata ha dormito solo un’ora, ma il resto del tempo lo ha passato senza minimamente lamentarsi, tra pappa, giochi e i cartoni animati che avevamo portato. Al ritorno (volo in notturna) ha dormito sempre.

Il fuso orario

Il fuso orario (7 ore) è stato un po’ più tosto da superare. Arrivati in Guatemala, la bambina è salita in macchina e si è addormentata nel tragitto per Antigua. Erano le 18 ora locale. Si è svegliata alle 3 di notte e, poverina, non aveva più sonno. Santo il PC che avevamo portato: dalle 3 alle 6 ha guardato Heidi con me svenuta sul letto accanto a lei. Poi, quando è sorto il sole, si è affacciata dalla finestra e c’erano i vulcani: ha fatto un sorriso enorme.
Nei giorni successivi ha recuperato il fuso orario. La sera cercavamo di tenerla sveglia più possibile.
Al ritorno in Italia il problema fuso orario si è ripresentato e le prime sere la pargola non andava a dormire che alle 3 e mezza del mattino. Ma anche questo passa. Soprattutto, il cambio di orario non l’ha minimamente innervosita.

E adesso il racconto del nostro viaggio in Guatemala

Il 24 febbraio arriviamo all’aeroporto di Guatemala city alle 18 ora locale. Nadia realizza di essere finalmente fuori da quel non-luogo in cui ha trascorso la lunghissima giornata in cui il sole sull’oceano Altlantico era praticamente sempre nello stesso posto. Realizza anche che qui l’inverno non c’è. Sale in auto e si addormenta. La macchina le fa sempre questo effetto, se poi ci aggiungete il fuso orario…

Arriviamo ad Antigua Guatemala che il sole è già sceso dietro ai tre meravigliosi vulcani. Siamo stanchi, ma ci facciamo una bella cena. Nadia dorme nel passeggino che abbiamo faticosamente trascinato sui basoli sconnessi per meno di due isolati. Eh no, in Guatemala il passeggino proprio non si può usare! Poi tutti a nanna nella bellissima posada: una casa antica nella settima calle perfettamente restaurata, ha solo 8 camere. Ci hanno riservato la numero 5, la più bella. E’ un posto che alla fine chiameremo “casa”.

La mattina dopo siamo davvero tutti estasiati dal bel sole e dal panorama. Antigua è ancora più bella di come me la ricordavo, anche perché la alcaldia ha provveduto a diversi lavori di restauro degli antichi palazzi. Oggi per noi è la prima giornata di vacanza e ce la prendiamo comoda. Una bella e abbondante colazione ci fa subito capire che le tipiche uova strapazzate con cipolla e pomodoro piacciono tantissimo anche a Nadia (in questo ha preso dalla mamma). Il resto della giornata la passiamo tra qualche visita, soste per strada con Nadia che gioca gettandosi per terra in pieno stile scugnizzo locale, chiacchiere con la gente e una visita alla Bodegona, il più grande supermercato di Antigua, un posto popolare che poco assomiglia ai nostri supermercati, è più un bazar. Lì compriamo pannolini, chiacchieriamo con genitori locali e ci facciamo consigliare i prodotti per i bambini. I guatemaltechi sono sempre ospitalissimi e molto curiosi e ogni volta che chiediamo qualcosa a qualcuno si crea un simpatico capannello di gente che arriva, consiglia, discute. Non vedono spesso turisti con bimbi così piccoli e ovviamente ci scambiano sempre per nordeuropei.

Ah, non avendo il passeggino, Nadia ce la portiamo in spalla o sulla testa. 12 kg di bambina sono più pesanti dei nostri zaini, ma ci si abitua. E lei si abitua velocemente a camminare sugli stranissimi marciapiedi di Antigua. La sera però siamo distrutti, la bambina dorme e noi facciamo una cosa che ormai fanno tutti i guatemaltechi: ci ordiniamo una pizza! Ovviamente alla Bodegona abbiamo comprato anche una bottiglia di rum.

Guatemala con bambini

Mercato di Chicicastenango e lago Atitlan

Il giorno dopo andiamo al mercato di Chichicastenango. Nadia come sempre dorme in macchina. Qui in Guatemala il seggiolino per bambini non esiste e lei ne è felice. Dopo la coloratissima Chichi, proseguiamo per il lago Atitlan. Arriviamo al porto di Panajachel, dove parte la barca per san Pedro La Laguna.
Ed ecco che il cervello si spegne e da mamma torno viaggiatrice.
Prendi una lancia sul lago Atitlan e ti sembra la cosa più normale del mondo. Non pensi che Nadia non è mai salita su una barca in vita sua, che oggi c’è vento e che il lago è agitato! Pensi solo che qui prendere una barca è la normalità, che questa lancia è come il 360 sotto casa.
La bimba invece si spaventa e urla “Casa Casa “.
(Complessi di colpa pesissimi tra gli scemi genitori).
Ma ormai la lancia è partita e non si può tornare indietro.
Per fortuna appena scesi a san Pedro, Nadia si calma. Ci troviamo un alberghetto semplice gestito da Gladys, la mamma di Jocelyn, che ha 7 anni. Nadia si mette a giocare con la bambina come se nulla fosse.

Scriverò un articolo su San Pedro La Laguna e su come mi piaccia questo posto in generale. Qui vi scrivo solo che per i bambini è perfetto: calmo, divertente, pieno di cani e bimbetti locali.
Il miglior posto dove mangiare a san Pedro me lo ricordavo, e non è cambiato. E’ Nick Place, all’imbarcadero per Panajachel. La cucina è ottima e tutta a base di ingredienti a km zero (qua siamo un po ‘ isolati…), le porzioni abbondanti e i prezzi sono tra i più bassi di tutto il Guatemala.

Le giornate successive le trascorriamo placidamente, tra visite al paesino in alto, una piscina e tempo nel parco giochi locale dove Nadia conosce altri bambini.
Riproviamo anche la barca. “Vedi Nadia” le spiego “se prendiamo la barca possiamo andare a Santiago Atitlan e chiedere a Maximon che ti faccia passare la paura”. Partiamo la mattina con la barca pubblica, il lago è calmo e il tragitto tutto sotto costa. Quindi va decisamente meglio. Certo, non si può dire che la barca le piaccia. Soprattutto odia il vento.

Guatemala con i bambini

La sera conosciamo Miguel, che ha 6 mucche e produce latte. Dato che Nadia si rifiuta di bere il latte locale perché dice che non le piace, Miguel è un contatto d’oro! Il giorno dopo andiamo a trovarlo nella sua azienda. Nadia gioca con suo figlio Bruno e andiamo a vedere un vitellino nato da una settimana. Ma poi il latte non vuole neanche assaggiarlo: ormai a deciso che il latte del Guatemala non le piace. Che testa dura! Dopo un attimo di preoccupazione, capiamo che la bambina sta mangiando, con la sua solita voracità, tutto il resto e quindi non c’è problema. Non berrà latte per 3 settimane. Poi, tornata a Roma, riprenderà a berlo come se nulla fosse.

Nel pomeriggio dobbiamo salutare San Pedro e tornare ad Antigua. Ma abbiamo una disavventura: il pulmino de los gringos.
E’ uno shttle bus di un’agenzia di san Pedro. A bordo sono tutti ventenni statunitensi. Nessuno parla una parola di spagnolo. La prima volta dall’inizio del viaggio che nessuno fa un sorriso a Nadia.
Troviamo posto solo dietro. Nessuno dei gringos pensa che una bimba piccola sia meglio farla sedere un po’ più avanti, con tutte quelle curve. Ma non chiediamo di cambiare posto.
Tutto va bene fino a 20 minuti dall’arrivo, quando l’autista (che aveva fino ad allora già guidato molto sportivamente) decide di fare una scorciatoia per un barrio pigiando sull’acceleratore come un pazzo tra mucche e viottolini.
Nadia vomita e poverina piange, perché si è spaventata. Se fossimo stati in un bus di guatemaltechi, tutti ci avrebbero aiutati, ma i gringos no, forse non sono mai stati bambini, sono nati così, ventenni, con un iphone in mano.

Arriviamo ad Antigua stanchi, ma una volta lì passa tutto e ci premiamo con una bella cena nel mio ristorante preferito: la Fonda de la Calle Real Il ristorante, oltre che essere ottimo, ha anche un menù per bambini (che ovviamente non mi ricordavo). Nadia vuole il pollo e le arriva un “pollito a la plancha” che praticamente è mezzo pollo. Se lo mangia tutto!

Rio Dulce, Finca Ixobel, Flores e Tikal

Per i prossimi giorni ci organizziamo con un’auto prestata da un amico e un autista, il bravo Fernando, che si rivela una bravissima persona, intelligente e comprensivo, e anche molto simpatico!. Guidare da soli in Centro America non è sicuro per vari motivi che ho raccontato qui.
Il problema ora è come fare il lungo viaggio da Antigua a Finca Ixobel con una bimba di quasi 2 anni. Le ore di viaggio sono tantissime. Ma non ci perdiamo d’animo.
La ricetta è semplice:

  • un’ auto privata
  • un autista paziente (che abbia almeno 4 figli e qualche nipotino)
  • un buon piano di viaggio, che segua le esigenze della bimba

Partiamo alle 4 della mattina. Nadia dorme e la carichiamo in macchina. Si sveglia tranquilla alle 7. Le prime 3 ore di viaggio, quindi, neanche le sente. Ci fermiamo un’ora per la colazione in un posto dove c’è uno scivolo. Mangia le uova strapazzate che tanto le piacciono. Altri 40 minuti di auto e siamo a Quirigua. Corre felice sul prato del sito archeologico per un’oretta buona. Chiede perché non c’è uno scivolo. Le rispondo che non lo so, i maya facevano solo le scale. Poi si riaddormenta e partiamo immediatamente. Si risveglia a Rio Dulce e lì ci fermiamo per il pranzo a base di pesce e pasta al sugo. Poi di nuovo in macchina per le ultime due ore di strada in cui con Fernando improvvisiamo il gioco degli animali : mucca 1 punto (ce ne sono un monton ), perro 2 punti, gallina 2, gallo 3 ecc. Fernando è così coinvolto che continua a giocare con noi anche dopo che la bambina si è addormentata. Arriviamo alle 16.

L’essenziale, quando si viaggia con bambini così piccoli, non è fare un programma, è avere la possibilità di cambiarlo e improvvisare.

Per esempio mettersi subito in macchina appena la bimba si addormenta.

Passiamo due giorni alla Finca Ixobel, tra bagni nel laghetto e giochi sui prati. Poi proseguiamo per Flores.

La sera ceniamo in un ristorante in riva al lago. Nadia dà il pane ai pesci e li rinomina Nemo, papà di Nemo, mamma di Nemo, nonna di Nemo e nonno di Nemo. Poi finisce i nomi. Ci sono troppi pesci. Noi la lasciamo giocare e ci godiamo la cena. Improvvisamente urla contenta: LE TARTARUGHE! Pensiamo che se le stia inventando, invece ci sono davvero! E’ arrivata tutta una famiglia di tartarughe d’acqua dolce e lei è felicissima.

Il giorno dopo andiamo a Tikal e Mao si porta Nadia in spalle su tutte le piramidi. Le piace un sacco la natura e la nostra guida ci fa fare delle scorciatoie lungo sentierini immersi nella jungla. Nel pomeriggio troviamo un’altra piscina dove farle fare il bagno.

Torniamo a Rio Dulce, ma da lì non proseguiamo in barca per Livingstone. Preferiamo una bella passeggiata nella foresta, dato che a Nadia piace così tanto.

E poi torniamo ad Antigua, a “casa”. E’ domenica e c’è la processione di quaresima, un’intensa lunghissima processione con i carri, dura 12 ore. Qui è quasi Semana Santa, che peccato dover ripartire. Il vulcano Fuego fuma, ma non erutta. Peccato. se chiudessero l ‘aeroporto qualche altro giorno qui me lo farei molto volentieri…

Gli ultimi due giorni andiamo a Monterrico. Ci accompagnano in auto e facciamo la vecchia strada, quella per cui bisogna mettere l’auto su una chiatta e scendere il fiume. Stavolta Nadia non ha paura della barca.

L’oceano è bello e troviamo un bungalow sulla spiaggia. Chiaro, le onde altissime non sono proprio adatte a fare il bagno e stiamo più in piscina, ma si rivelano due giorni davvero belli.

Per ritornare ad Antigua prendiamo un bus, ma stavolta va bene perché i passeggeri non sono gringos di 20 anni, sono guatemaltechi, e perché l’autista guida in modo decente.

Il momento di lasciare il Guatemala, il giorno dopo, è molto triste. Le nostre preghiere al vulcano non sono state esaudite: non ha eruttato e l’aeroporto è aperto. Si deve partire.

Tornati a Roma, noi adulti apriamo una bottiglia di Barolo, Nadia di scola un biberon di latte.

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