Papa Francesco ha parlato di lager libici in una storica intervista a Fazio, evento televisivo visto da milioni di persone. Ha anche sottolineato la parola, lager.

Mi chiedo: gli italiani sanno esattamente cosa sono i lager libici?

Cosa sono i lager libici

Sono campi di concentramento di persone straniere gestiti dal governo libico. E’ un sistema supportato e finanziato dall’Europa (soprattutto dall’Italia).

Al loro interno vengono rinchiuse in modo coatto persone straniere considerate clandestine dai libici. Uomini, donne e bambini.

Non sono prigioni per criminali, non si finisce qui per aver fatto qualcosa, bensì per essere qualcosa, per appartenere ad una razza o un’etnia.

Oltre che campi di concentramento, sono anche campi di lavoro. Il lavoro forzato è normato dalla legge libica 19/2010 ed è la pena inflitta agli stranieri clandestini.

Architettonicamente sono composti da uno o più capannoni di lamiera. Le finestre sono poche e alte, hanno le sbarre. C’è sempre una cella delle torture.

Il cibo che viene fornito è insufficiente al mantenimento in vita dei reclusi.

Non ci sono letti, si dorme in terra, tutti ammassati.

lager libici ain zara
Lager libici – Ain Zara – gennaio 2022

Il lavoro forzato all’interno dei lager libici

L’intera economia libica è oggi basata sul lavoro di schiavi stranieri.

I libici GUADAGNANO SOLDI dallo sfruttamento, dalla sofferenza e dalla morte delle loro vittime.

Lo fanno in 5 modi:

  • 1) lavori forzati. I migranti rinchiusi nei lager vengono costretti a lavorare dalle guardie, all’interno e all’esterno dei lager. A Tripoli, ad esempio, per costruire una casa c’è chi ricorre alla manodopera dei lager. Le paghe vanno alle guardie.
  • 2) La vendita di esseri umani. I direttori dei lager vendono persone (lavoratori) ai normali cittadini libici. Chi ha bisogno, ad esempio, di una donna delle pulizie, non la assume, va in un lager e ne compra una. 1500 dollari è il prezzo. Questa donna verrà rinchiusa e fatta lavorare come schiava in una casa. Ho raccolto moltissime testimonianze di donne comprate come domestiche nel lager di Tarek al Mattar (finanziato dall’Italia): hanno dovuto anche subire dai loro compratori costanti violenze sessuali.
  • 3) furto dei beni. All’arrivo nei lager, le guardie rubano ai rifugiati tutti gli oggetti di valore.
  • 4) Estorsioni e ricatti ai parenti dei prigionieri.
  • 5) finanziamenti europei al sistema dei lager. La Libia incassa milioni e milioni di euro direttamente dai governi europei per bloccare i migranti.

Il tutto, in Libia, è pressoché legale: la legge libica prevede i lavori forzati per i migranti catturati in mare

legge libica lavori forzati
Law No. (19) of 1378 FDP – 2010 AD on combatting illegal immigration.

L’immigrazione clandestina è punita con la pena della detenzione con lavori forzati.

Detenzione a tempo indeterminato.

Precisiamo che per la legge libica è reo di immigrazione clandestina anche chi esce dalla Libia, non solo chi vi entra. Chi, quindi, viene catturato in mare dalla cosiddetta guardia costiera libica mentre fugge su un gommone, è considerato un criminale e viene arrestato legalmente.

Tra i rifugiati che conosco ce ne sono tantissimi che nel 2019 e 2020 sono stati processati nel Tribunale ordinario di Tripoli. Sapete come? Erano legati (e in alcuni casi bendati) e NON avevano avvocati difensori. Sono stati tutti condannati ai lavori forzati.

Il cibo nei lager libici

Il cibo che viene fornito è insufficiente al mantenimento in vita a lungo termine dei reclusi perché è assolutamente privo di proteine.

Si mangia una volta al giorno e sempre la stessa cosa: pastina lessa. Unico condimento: sale.

Qui trovate tutte le foto del cibo somministrato in vari lager libici ufficiali dell’area di Tripoli.

Comunque questo sotto era il pasto giornaliero a Zintan da dividere in 2 persone:

cibo nei lager libici

Questo era invece Tajoura (da dividere in 7 persone, ma anche in 10 certe volte):

cibo nei lager libici

Segnalo anche che a volte il cibo non viene dato proprio. A Zintan sono stati anche 7 giorni senza mangiare.

Moltissime persone sono morte di fame nei lager libici. Due di loro le conoscevo.

Marzo 2022: stesso cibo nel lager di Ain Zara, sono riuscita ad avere un video della consegna. E’ una visione agghiacciante.

Violenza, morte e terrore nei lager

Il terrore, nei lager libici, passa attraverso vari stadi, fisici e psicologici, che comprendono torture indicibili. In ogni lager libico è prevista architettonicamente una sala delle torture chiamata “underground”. E’ l’anticamera della morte. La cella delle torture di Tajoura aveva addirittura una sedia elettrica: è una sedia con elettrodi e legacci per bloccare i torturati. Uno dei miei amici è stato torturato così

La fucilazione dei fuggitivi. Quando qualcuno scappa da un lager libico, le guardie lo rincorrono sparando. Molti rifugiati sono morti così.

La morte e la tortura non sono celate, anzi, le guardie non ne fanno mistero.

Ho contato diverse esecuzioni a Tajoura: c’è chi è stato fucilato per aver rifiutato i lavori forzati e chi per aver rifiutato di andare a combattere in guerra. Ho i loro nomi.

Il ruolo del Governo italiano

Un miliardo di euro donato a questo sistema di cattura e riduzione in schiavitù. Questo è l’apporto dell’Italia.

In più, la Marina militare italiana addestra ed aiuta i cosiddetti guardiacoste libici ad operare catture in mare.

Molti dei politici che hanno voluto, votato e rivotato il finanziamento a questo sistema di morte, in queste ore stanno commentando positivamente le parole di Papa Francesco. Le avranno capite?

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