In questo periodo il mio blog dà voce alle persone rinchiuse nei lager della Libia. Leggi gli aggiornamenti!

Giu 042019
 

La settimana scorsa io e tutto il Josi e Loni Project abbiamo denunciato un fatto gravissimo: la tortura di un rifugiato chiuso nel lager di Tajoura, in Libia. Alcuni parlamentari ci hanno ascoltati.

Rossella Muroni ha chiesto al Parlamento italiano chiarimenti e, soprattutto, FATTI.

Ha chiesto che vengano messe in sicurezza le persone detenute nel lager di Tajoura e che vengano ascoltati i testimoni.

Noi del Josi e Loni Project siamo a disposizione nel fornire tutte le prove in nostro possesso e tutti i riferimenti utili per dar modo alle autorità internazionali di far luce sulla vicenda. Quando e se vorranno farlo.

Sarita – JL Project

Qui sotto il testo dell’interrogazione.

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02978 presentato da MURONI Rossella

Mercoledì 29 maggio 2019, seduta n. 180

   MURONI, FRATOIANNI e PALAZZOTTO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell’interno. — Per sapere –

premesso che:

   a due anni dalla firma, l’accordo Italia-Libia sulle migrazioni continua a favorire la detenzione nei centri libici di migliaia di uomini, donne e bambini in centri ufficiali e non, in condizioni disumane, come riportato da rapporti di Amnesty e dell’Onu, che sottolineano come anche i centri ufficiali sono gestiti dalle stesse persone coinvolte nei traffici e nella tratta di esseri umani;

   diverse sono le testimonianze, riportate dalle persone che riescono a raggiungere l’Italia, di continue torture e violenze sia nei centri ufficiali che non ufficiali, come riportato dai rapporti di Oxfam e Borderline e da Dossier Libia;

   il centro di detenzione di Tajoura, sito tra Tripoli e Garaboulli è uno dei centri ufficiali (https://www.globaldetentionproject.org) in cui vengono riportati indietro i migranti intercettati dalla guardia costiera libica (http://www.vita.it) che beneficia quindi anche della possibilità di aiuti e dove si distribuiscono kit e si fornisce assistenza sanitaria Helpcode, come riportato nel sito ufficiale (https://helpcode.org);

   in seguito ad una segnalazione ricevuta da Josi&Loni Project confermata da Dossier Libia e dai contatti di detenuti all’interno, in data 26 maggio 2019, le guardie del centro di detenzione di Tajoura hanno torturato con la corrente elettrica ed hanno fratturato le gambe ad uno dei contatti interni, di cui non si hanno più notizie da allora (https://dossierlibia.lasciatecientrare.it);

   a quanto riferito da altri detenuti, la causa delle torture sarebbe imputabile alle comunicazioni esterne dell’uomo con giornalisti, cui avrebbe rivelato che gli aiuti che giungono da Helpcode entrano in un traffico interno, senza mai raggiungere i detenuti; tale elemento è confermato dal fatto che i detenuti, secondo i racconti degli stessi, sono stati usati per scaricare i camion di Helpcode (in data 20 e 21 aprile 2019) nello spaccio del centro da cui le guardie di custodia hanno rivenduto i kit ad altre persone e dove vengono venduti anche gli oggetti personali dei detenuti –:

   se il Governo non ritenga necessario attivarsi immediatamente nei confronti della Libia, assumendo iniziative tramite i canali diplomatici,

affinché:

    a) sia fatta piena luce in merito alla vicenda esposta in premessa;

    b) vengano messe in sicurezza le persone detenute nel centro di detenzione di Tajura;

    c) siano predisposti controlli adeguati, attraverso personale specializzato, relativamente all’uso dei metodi di tortura e della violenza;

    d) vengano ascoltate le persone detenute nel centro di detenzione di Tajura e condotte in luogo protetto a garanzia e tutela dei diritti della persona;

    e) vengano individuati strumenti idonei alla distribuzione dei kit e dell’assistenza sanitaria;

    f) si preveda l’invio di rappresentanti di organismi di tutela dei diritti umani;

    g) non vengano autorizzati spostamenti e successiva detenzione di persone nel centro di Tajura, poiché la documentazione in rete e le testimonianze raccolte evidenziano l’uso della tortura e trattamenti inumani e degradanti.

(4-02978)

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  2 Commenti per “Presentata alla Camera interrogazione parlamentare sulle torture a Tajoura che abbiamo denunciato.”

  1. speriamo bene.pregherò per loro. grazie mille del tuo lavoro,se non era per te non avrei mai saputo nulla di tutto questo

  2. Il 2 giugno, ignorando l’interrogazione presentata alla Camera sulle torture nel lager di Tajoura, la Guardia costiera libica tanto amica del Governo italiano ha rinchiuso altri 40 uomini, 25 donne e 8 bambini proprio in quel lager.

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