In questo periodo il mio blog dà voce alle persone rinchiuse nei lager della Libia. Leggi gli aggiornamenti!

Mag 262019
 

Lettera aperta a Helpcode Italia: salvate il mio contatto. Ho paura che lo ammazzino.

Le guardie del campo di concentramento di Tajoura hanno preso un ragazzo, un mio contatto, lo hanno chiuso nella cella sotterranea che i rifugiati chiamano “stanza di buio e tortura” e lo hanno selvaggiamente torturato con la corrente. Pare gli abbiano anche fratturato entrambe le gambe.

E’ ancora nelle loro mani e temo che lo ammazzino.

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Il mio video-appello in versione integrale

Chiedo a Helpcode di aiutarmi a salvare la vita al mio amico.

Il motivo delle torture è altrettanto sconvolgente: le guardie hanno scoperto che il ragazzo aveva fornito informazioni a diversi attivisti e giornalisti.

Tra cui io? Non lo so.

Però ho deciso di rivelare immediatamente cosa mi stava raccontando.

Il ragazzo sosteneva che il sistema di aiuti italiani al campo di Tajoura, quegli aiuti costati milioni di euro all’AICS con il bando Minniti e i seguenti, serviva solo ad arricchire le guardie. Che nulla o quasi nulla arrivava realmente ai rifugiati.

Qualche mese fa ho parlato sul mio blog di un’intervista che l’associazione Helpcode Italia (ex CCS) aveva rilasciato alla blogger di estrema destra Francesca Totolo. Valeria Fabbroni, responsabile di Helpcode per i progetti in alcuni campi governativi libici, tra cui Tajoura, aveva dichiarato alla Totolo: “Non abbiamo mai testimoniato ne osservato, nemmeno tramite i nostri collaboratori che sono nei Centri di detenzione governativi libici ogni giorno, casi di tortura”.

Helpcode aveva poi precisato che le parole della Fabbroni “fotografano la situazione unicamente dei centri di detenzione governativi in cui la nostra organizzazione è impegnata, non di tutti i centri di detenzione libici”.

In seguito al mio articolo molti rifugiati mi contattarono raccontando di essere stati torturati o di aver assistito a torture di altri proprio nei questi campi dove Helpcode era operativa. Uno di questi è proprio il ragazzo torturato oggi.

Sono tutte, chiaramente, testimonianze che non ho modo di provare o di verificare. Io ve le sto solo riportando.

Un mese fa l’associazione Helpcode Italia (ex CCS) ha pubblicato questo tweet

Il ragazzo oggi in pericolo mi ha scritto cose sconvolgenti sul giorno della consegna di questi aiuti.

Ha raccontato che i rifugiati di Tajoura sono stati obbligati dalle guardie al lavoro forzato per scaricare i camion di Helpcode e che hanno dovuto  portare tutto nello spaccio delle guardie, dove le stesse guardie lo hanno messo in vendita. Sosteneva che il 21 e 22 aprile solo alcune coperte e scarpe di Helpcode fossero stati dati a 20 tra donne e bambini, per fare le foto che vedete nel tweet di Helpcpde. Il resto sarebbe  finito nello store della polizia.

Lo spaccio delle guardie, secondo lui, sarebbe un’enorme magazzino dove vengono portati anche tutti gli oggetti rubati ai rifugiati, soprattutto i telefoni cellulari. Tutto viene poi rimesso in vendita.

Quando me lo ha scritto, io ho pensato al “Canada” di Auschwitz.

Il ragazzo mi stava dando il prezzario. Un telefono cellulare, ad esempio, costa circa 250 euro. Le guardie rubano e rivendono in continuazione i telefoni ai rifugiati. Pare che per la polizia questo sia un introito fisso.

Il ragazzo ora è ancora nelle mani delle guardie, lo stanno ancora torturando e io sono preoccupatissima che lo uccidano.

Mi appello all’associazione Helpcode,

che ha spedito i camion e ha controllato la loro consegna attraverso le foto satellitari.

Con questa lettera non voglio attaccare Helpcode, che anzi credo sia ignara dell’accaduto. Credo che  il 21 e il 22 aprile nessuno di Helpcode fosse fisicamente a Tajoura  e che quindi nessun italiano sia stato testimone di lavori forzati e furti (altrimenti lo avrebbero denunciato).

Il direttore di Helpcode ha recentemente promesso a Le Iene che avrebbe effettuato maggiori controlli sulle sue consegne.

Con questa lettera voglio informare Helpcode di ciò che accade a Tajoura e chiedere il suo aiuto per salvare la vita al mio amico.

Helpcode, come CESVI, Emergenza Sorrisi ed altre delle associazioni che hanno preso i soldi dell’AICS, ha più volte dichiarato di collaborare molto bene con il direttore delle guardie dei centri dove sono operativi.

Mi appello quindi a Helpcpde che conosce e collabora con il direttore del campo di Tajoura: che lo contatti immediatamente, che gli chieda di risparmiare la vita del mio amico!

Mi appello anche al Parlamento italiano:

che faccia luce sulla vicenda e che chieda alla Libia l’immediata liberazione ed evacuazione del mio amico, che è solo un ragazzino, un ragazzino coraggioso che ha voluto raccontare ciò che accade nel lager di Tajoura!

E che chieda l’immediata evacuazione di tutte le persone che stanno mettendo la propria vita a rischio per denunciare le condizioni nei lager libici.

Sarita e tutto il Josi & Loni Project

Lettera firmata anche da:

Dossier Libia,

Ringrazio anche il sito de Le Iene che ha ospitato e diffuso il mio appello.

Se volete firmare questa lettera…

Mettete un messaggio qui sotto, nei commenti, con il vostro nome e cognome alla fine.

Josi & Loni Project è un collettivo formato da gente normale e quindi le vostre firme ci fanno molto piacere.


AGGIORNAMENTO del 29 maggio 2019:

In seguito a questo appello Rossella Muroni, Nicola Fratoianni ed Erasmo Palazzotto hanno presentato alla Camera una interrogazione parlamentare per chiedere verità sulle torture a Tajoura e l’immediata evacuazione dei rifugiati lì rinchiusi.

  61 Commenti per “A Tajoura hanno chiuso underground e torturato una mia fonte che stava svelando dove finiscono gli aiuti italiani.”

  1. Firmo anch’io perché non mi piacciono le violazioni dei diritti umani

  2. Firmo l’appello

    • Firm

      • Firmo perché sono contro ogni forma di violenza, firmo perché i diritti umani devono essere rispettati, firmo perché la violenza fatta anche ad una sola persona è una violenza fatta alla civiltà, firmo perché quel ragazzo potrebbe essere un mio amico o un mio fratello.

    • Firmo perché quanto succede in Libia e’ inaccettabile

    • Firmò perché i diritti degli oppressi devono essere difesi

  3. E’ indispensabile fermare i lager libici. E’ indispensabile bloccare i respingimenti. L’umanità lo chiede.

  4. La situazione politica mondiale è catastrofica molte guerre affliggono il pianeta è in special modo il continente africano,i politici europei sanno benissimo che la Libia non è e non può essere considerato un porto sicuro, ma la loro vigliaccheria e il loro non assumersi responsabilità fa si che questi disperati ho muoiono nel Mediterraneo ho vengono costretti a sevizie e torture atroci in Libia

  5. Firmo l’appello. Resistete

  6. Chiedo anch’io l’evacuazione di chi rischia la vita per far conoscere cosa accade nei lager libici. Spero inoltre di poter vedere l’evacuazione totale di tutte le persone che vi si trovano rinchiuse. È insopportabile vedere tanta sofferenza. Basta!

  7. Basta deportazioni, basta campi di concentramento.

  8. Freedom of movement
    Freedom for all
    Stop this massacre

  9. Aderisco all’ appello. Salvate la vita di quel ragazzo.

  10. Basta violazioni dei diritti umani!

  11. Firmo l’appello anche io

  12. Firmo: Enrico crespi
    Ciao

  13. È responsabilità collettiva far cessare queste torture,. Condanniamo chi fu indifferente allo sterminio di ebrei e rom, ma l’Europa, l’Italia ci stiamo comportando allo stesso modo, con indifferenza.

  14. Fate il possibile per chiudere tutti i lager libici, vi preghiamo aiutate i prigionieri! liberateli!

  15. I rifugiati a Tajoura sono spesso costretti anche a fare gli schiavi di guerra, questo acconto di tortura e’
    Stato confermato anche da altri rifugiati con cui sono in contatto. Per favore firmate e circolate, proviamo af aiutarli

  16. Firmo
    OCCHIOCHIUSO NUNZIA

  17. Condivido e firmo.
    Ciao

  18. Condivido
    Ciao

  19. Condivido e firmo
    Danila Monteverdi Brescia

  20. Perché questi orrori finiscano

  21. Perché questi orrori finiscano per semp8

  22. Firmo.comvinta

  23. Situazione sconcertante, il governo intervenga

  24. Grazie per il lavoro immenso che fai. Aderisco all’appello

  25. Firmo anche io

  26. Firmo anche io. Salviamo la vita del ragazzo

  27. Rispetto per i diritti umani. Intervenite immediatamente perché tutti siano liberati ed evacuati dalla Libia

  28. Trovo una situazione assurda, è che l’umanità ha avuto sempre un comportamento aberrante, e il problema e che “i buoni” fanno pasivi spettatori, i politici non pensano ad altro che ai suoi interessi e srevire a chi li finanzia.

  29. Firmo e condivido

  30. Claudia Giannecchini

  31. Firmo

  32. Firmo l’appello!

  33. Firmo anch’io
    Elisabetta Romano

    E appoggio la tua determinazione e il coraggioso lavoro che stai svolgendo. grazie.

  34. Ogni uomo nasce liber e tale deve rimanere.
    Firmo l’appello

  35. Firmo.
    Barbara Dominici.

  36. No allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, alle violenze, alle torture! Mariella Orefice

  37. Firmo l’appello.
    Lorenzo Tripodi, Berlin

  38. Firmo anch’io l’appello. Francesca Manoni

  39. Ci sono anche io! Firmo

  40. Firmo

  41. Firmo anche io, basta! Sara Tiraboschi

  42. Firmo e spero che veniate ascoltati.
    Chiara Tinti

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