La Totolo si filmava mentre urlava “mi stanno aggredendo”. L’aggressore però… non c’era. Una scena tragicomica. Io ero lì e ho visto tutto.

Manifestazione contro gli accordi Italia Libia a piazza Esquilino. Ci sono tutti: associazioni, politici, gente comune, tutti uniti a dire #nonsonodaccordo sul Memorandum con la Libia. Una bella piazza in cui svettano tante bandiere pacifiste, in cui si parla e si discute, in cui si ascoltano le testimonianze dei migranti sopravvissuti alla rotta libica.

Io sono lì e conosco praticamente tutti, dai volontari di Emergency a quelli di Mani Rosse al Baobab, a Mediterranea.

Verso le 7 di sera la manifestazione finisce e i volontai di Mediterranea si riuniscono al centro della piazza per fare una foto di gruppo. C’è ancora qualche reporter che sta scattando le ultime immagini. Noto una strana tizia, bionda e non troppo alta che filma con un cellulare. Perché strana? Perché non sta filmando la piazza, sta filmando se stessa. Si avvicina al gruppo dei volontari di Mediterranea. Mi avvicino anche io.

Sono a circa quattro metri dalla tizia, che ora urla: “Non c’è la guerra, non scappano dalla guerra, i clandestini mentono!”. Accanto a me c’è David Yambio, fuggito dal conflitto etnico in Sud Sudan, dalle milizie assassine che lo volevano bambino soldato, e penso che certi italiani che ignorano cosa accade nel mondo non dovrebbero poter urlare qualsiasi falsità nelle piazze. Penso anche che mi vergogno di questa italiana e sinceramente spero che David non abbia capito le sue parole. Però poi mi dico che forse quella donna ha altri problemi, le nostre città sono piene di disagio, di gente che straparla da sola alle fermate degli autobus, provo pena per lei.

La tizia ricomincia ad urlare: “Mi stanno aggredendo i volontari di Mediterranea!”. Si filma mentre urla queste cose. L’aggressore chi è? Boh, io vedo benissimo lei che urla ma non vedo nessuno che la aggredisce. Sorrido. Forse l’aggressore ha il mantello dell’invisibilità di Harry Potter oppure è uno sciame di zanzare antifasciste.

Qualcuno le chiede di smettere di riprendere i manifestanti. Lei insiste e c’è un manifestante che mette la mano davanti alla sua telecamera. La tizia si arrabbia, spintona. La spinta le viene resa, credo, perché la vedo indiettreggiare. Poi la tipa urla qualcosa come “E’ vostra questa piazza?”. Io, dentro di me, penso “Sì, è una manifestazione autorizzata, la piazza oggi è nostra ed è antifascista”, ma non lo dico. Qualcuno lo dice. Gli animi si scaldano, vola qualche parolaccia. Poi la tizia, di nuovo, si filma dichiarando: “Sono stata aggredita dai volontari di Mediterranea”, come se dirlo lo rendesse vero. La gente allora la guarda come si guardano i pazzi. Poi c’è un manifestante che consiglia a tutti di lasciarla perdere, di non fare il suo gioco.

Alla fine la tizia va via.

La piazza ora è vuota. Un volontario di Mediterranea racconta come è iniziato tutto: la tizia aveva rivolto le sue frasi negazioniste ad un rifugiato sopravvissuto alla rotta libica e si era presentata come una componente di Casa Pound.

Un passante commenta: “Ma perché a quella non j’avete menato davvero?” e penso che questo sia un commento a suo modo arguto: una tizia di casa Pound è arrivata gridando “clandestini” e urlando frasi negazioniste e NON è stata picchiata dalla folla, sebbene forse lo volesse. Certe cose accadono solo nelle piazze dei pacifisti.

Racconto in diretta la scena tragicomica a cui ho appena assistito:

Ma stamattina…

Francesca Totolo denuncia di essere stata aggredita dagli attivisti di Mediterranea. E’ vero? NO.

La tizia che ho visto era la Totolo. Non l’avevo riconosciuta, mi dispiace, non la facevo così bassa.

Oggi Francesca Totolo su Twitter e su Il Primato Nazionale pubblica uno spezzone del video da lei girato. Non tutto il video, solo uno spezzone. Manca tutta la prima parte in cui ha urlato che non è vero che i migranti fuggono dalle guerre di fronte alle vittime di tali guerre.

Ho analizzato il video frame per frame alla ricerca di tracce di violenza ed ho trovato per ora solo una mezza cosa: la manifestante con la maglietta verde di Mediterranea viene presa per un braccio. A chi appartiene la mano che la tiene ferma?

Non alla manifestante stessa, è un braccio che arriva da destra.

Da sinistra arriva una mano ad aiutare la manifestante di Mediterranea

Chi la teneva ferma la molla e ritira il braccio.

Perché la Totolo ha pubblicato un video in cui si vede un’azione coatta contro una manifestante di Mediterranea e nulla contro di lei, che sostiene di essere stata una vittima?

Mi piacerebbe avere il video originale.

Sul Primato Nazionale il video è un po’ più lungo e c’è anche il pezzo buffo – davvero buffo – di quando la Totolo dice “Sono stata aggredita dai volontari di Mediterranea” e i volontari di Mediterranea la guardano basita. Come si guardano i pazzi.

Aggiornamento del 28/10/2022

Utenti di Twitter fedeli a casa Pound stanno cercando di screditare la mia testimonianza mettendo in dubbio che io fossi davvero lì.

Abbiamo analizzato il video della Totolo e ci sono. Sono esattamente dove ho scritto che ero: a circa 4 metri di distanza. Eccomi:

La Totolo oggi scrive che gli agenti presenti in piazza sono intervenuti.

Non so cosa intenda per “intervenuti” ma io sono rimasta lì al centro della piazza e posso testimoniare che, nè durante l’incursione della Totolo, né dopo, alcun agente è intervenuto o si è avvicinato. Perché? Perché non c’era nulla in cui intervenire.

Subito dopo l’incursione della Totolo, i manifestanti di Mediterranea, una trentina di persone, sono rimasti almeno 20 minuti nella piazza vuota a scattarsi fotografie. Nessun agente si è avvicinato a loro, nessun agente è venuto a fare domande. Perché? Perché non c’era nulla da chiedere.

Con la piazza così vuota, i manifestanti di Mediterranea rimasti lì, la Totolo sarebbe potuta tornare e chiedere ad un agente di identificare il “famigerato aggressore”, di prendere le generalità.

Chi è Francesca Totolo?

E’ una blogger conosciuta per aver creato e diffuso nel 2019 la “bufala dello smalto di Josefa” ovvero la falsa notizia di una migrante con lo smalto che ha oscurato per giorni la vera notizia di una mamma e il suo bambino ritrovati cadaveri nel relitto di una barca affondata.

Ultimamente la popolarità della Totolo ha subito un calo. Nessuno, in effetti, l’ha riconosciuta in piazza.

Io comunque me la ricordo e ci tengo – sempre – a ringraziarla. La verità è che Francesca Totolo – forse senza volerlo – ha fatto moltissimo per i rifugiati in Libia: il suo negazionismo sui lager libici è benzina che alimenta il lavoro di reazione di moltissimi attivisti e scrittori. Forse non lo sapete, ma tutta la mia attività di sostegno alle vittime della rotta libica è nata proprio… per reazione ad una bufala scritta dalla Totolo! Anzi, ne approfitto per rinnovarle i miei ringraziamenti:

Cara Francesca,

ho una novità: Malik è vivo e libero anche per merito tuo! Se non ci fossi stata tu, con il tuo negazionismo sui lager libici, io non avrei indagato e non avrei scoperto il caso Asso Ventinove e non avrei trovato Malik nel lager libico di Ain Zara e non sarei riuscita a farlo salvare dalla Libia e portare in Italia.

Mi dispiace di non averti riconosciuta ieri sera, mi avrebbe fatto piacere ringraziarti di persona a nome mio e a nome di Malik.

Grazie di cuore!

Sarita

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