Un corridoio umanitario da Tripoli ai paesi sicuri. E’ ciò che migliaia di migranti bloccati in Libia chiedono da anni. Oggi un bel segnale: un volo con 94 rifugiati e rifugiate è decollato da Tripoli e atterrato a Roma.

E’ il primo volo di un corridoio umanitario aperto grazie ad un protocollo firmato dal governo italiano con Unhcr, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche e Tavola Valdese. Dopo quasi quasi due anni di richieste e lettere aperte, finalmente l’evacuazione è partita.

Erano più di 2 anni che l’Italia non vedeva un corridoio umanitario dalla Libia, precisamente da giovedì 13 settembre 2019, quando arrivò a Roma un volo con 98 rifugiati.

A bordo, oggi, uomini, 7 donne e 2 bambini che hanno trascorso in Libia gli ultimi terribili anni. I bambini ci sono anche nati.

I 94 rifugiati sono stati scelti da UNHCR. Tra di loro c’è anche qualche sopravvissuto al bombardamento di Tajoura del 1 luglio 2019, in cui persero la vita circa 100 persone (per i giornali italiani solo 53 o 55), di cui almeno una uccisa dalle guardie del lager, che durante l’attacco aereo sparavano per impedire ai rifugiati di fuggire. All’epoca UNHCR dichiarò che avrebbe evacuato subito i sopravvisuti.

Un corridoio umanitario sicuro

Tutti i 94 rifugiati hanno trascorso le ultime settimane a fare controlli medici. Le procedure anti-Covid sono state rigorosissime.

I corridoi umanitari sono l’unico modo sicuro per risolvere il dramma dei migranti in Libia. Sono sicuri per loro e sono sicuri per noi.

Il dramma della mamma e del neonato perduti

Sul volo doveva esserci anche una mamma con un neonato molto malato. Ma purtoppo sono dispersi in Libia. La donna pare sapesse di essere prenotata sul volo e il fatto che non si sia presentata spaventa, si teme per la sua vita e per la vita del piccolo, che ha urgente bisogno di cure mediche.

Perchè solo 2 bambini?

I bambini che attendono l’evacuazione dalla Libia sono moltissimi. Purtroppo questo volo ne conteneva solo 2, più 3 minorenni non accompagnati. Il fatto è che in Libia la maggior parte dei bambini non è delle poche nazionalità che UNHCR ritiene meritevoli di protezione internazionale. Questi bimbi sono stati letteralmente abbandonati con le loro mamme. Spesso sono nati da violenze, è il caso di tutti i piccoli figli delle donne vittime di tratta che UNHCR esclude dai corridoi umanitari.

L’accoglienza in Italia

L’ambasciata italiana a Tripoli oggi annuncia: “94 rifugiati particolarmente vulnerabili stanno raggiungendo #Roma da #Tripoli attraverso un corridoio umanitario dalla #Libia promosso dall’ #Italia insieme a @UNHCRLibya per offrire loro un futuro migliore”.

Speriamo che questo sia solo il primo della serie di voli giusti e sicuri che ci auspichiamo.

(Eventuali aggiornamenti li pubblicherò qui nella prossime ore)

Aggiornamento 30/11

Due dei ragazzi sul volo sono in contatto con me e mi raccontano costantemente le loro prime giornate italiane.

Sono in quarantena (nonostante i mille tamponi negativi) e quindi non hanno ancora visto Roma.

Sono attualmente alloggiati in un hotel a 1 stella. Il morale è alto. Dicono che il cibo italiano è buonissimo.

Iniziano a pensare che per loro esiste un futuro. “Quale sono i tuoi sogni?” ho chiesto. “Diventare medico e aiutare gli altri lavorando in un’organizzazione no-profit” è stata una delle risposte.

5 tamponi e quarantena: i corridoi umanitari dalla Libia sono sicurissimi per il Covid

Le persone su questo volo hanno fatto:

  • 4 tamponi (usciti tutti negativi) in Libia, nelle due settimane precedenti la partenza
  • 1 tampone (negativo) appena arrivati a Roma

Nonostante i tamponi negativi, sono ora in quarantena.

Il corridoio umanitario si conferma la maniera più giusta e sicura per risolvere l’emergenza umanitaria in Libia.

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