Prima udienza del processo penale al comandante di Asso Ventotto e ad un addetto della Augusta Offshore: la vittima che ho trovato si costituisce parte civile, ma la sua posizione viene rigettata dal giudice, perché non ci sono prove che fosse lì.

Il fallimento. E’ un macigno, ti opprime e ti schiaccia dall’alto, ti rende piccolo, impotente. Ti riporta a quella inutilità da cui eri partito, due anni fa, quando hai avuto la folle idea di cercare le vittime di Asso Ventotto.

Ci avevo creduto, lo sapete. Ho passato gli ultimi due anni a cercare le vittime di Asso Ventotto, convinta di poter riiuscire a far entrare gli umani in questo importante processo per i diritti umani che si sta svolgendo al Tribunale Penale di Napoli.

L’estate scorsa pensavo di averle trovate: 10 persone, sparse su due continenti. Reduci sopravvissuti al respingimento collettivo illegale del 30 luglio 2018. Tanto lavoro e tanti sforzi per ritrovarli, poi per mandare degli avvocati a prendere la loro procura legale. Eppure ho fallito.

Non sono riuscita a trovare le prove che le persone che ho rintracciato fossero realmente sulla Asso Ventotto

E’ così. Assieme al Josi & Loni Project mi sono messa a cercare prove della loro presenza sulla Asso Ventotto il 30 luglio 2018. Speravamo di poter trovare una foto che li immortalasse, come è accaduto per il caso Asso Ventinove, in cui abbiamo riconosciuto quasi tutti i deportati dalle fotografie che UNHCR e IOM hanno fatto allo sbarco e poi postato sui loro social. UNHCR e IOM non hanno voluto mandare le prove agli avvocati delle vittime, ma noi abbiamo trovato lo stesso le foto.

Per il caso Asso Ventotto invece non ci sono foto online. C’è solo un video postato da IOM, ma è scurissimo e non si riesce a riconoscere nessuno.

E’ il momento dell’arrivo della motovedetta Ras el Jadir sul molo del porto di Tripoli. La Asso Ventotto si è fermata al largo e ha trasbordato i 108 respinti sulla motovedetta libica, che è andata a terra.

Il tweet è stato postato da IOM Libya il 30 luglio 2018 alle 10:35 PM. Che è proprio l’orario dello sbarco delle vittime della Asso Ventotto.

Qui c’è il tracciato di Vessel Finder (attenzione, nel tracciato c’è orario UTC. L’orario in Libia in estate è + 2 ore).

Notate che nel video di IOM, dietro la motovedetta, in mezzo alle acque del porto, c’è una nave con la prua abbastanza alta. Potrebbe essere la Asso Ventotto che fa manovra?

In ogni caso abbiamo la prova che lo staff di IOM era al porto.

La domanda è: oltre questo video scuro, IOM ha altre fotografie?

Ho provato a contattare IOM negli ultimi mesi. Ho scritto mail, lasciato messaggi vocali al numero dell’ufficio stampa (che NON risponde mai al telefono né richiama), chiamato il responsabile della comunicazione italiana di IOM Flavio di Giacomo che rifiuta SEMPRE le chiamate dopo pochi squilli, che legge i miei messaggi whatsapp ma non risponde.

Del resto, ricordiamo che gli avvocati delle vittime del caso Asso Ventinove hanno fatto ben 2 accessi agli atti ai quali IOM non si è neanche degnata di rispondere.

Che senso ha tenere un ufficio stampa che non risponde?

E UNHCR? Nelle ultime settimane ho avuto una fitta corrispondenza via email con lo staff libico di UNHCR. Ho chiesto 3 volte (3!!!) se UNHCR fosse al porto la sera del 30 luglio 2018 ma non ho ottenuto una risposta. Sto pensando di mandare una quarta email contenente un sondaggio a crocette, con 3 risposte possibili:

  • no
  • non te lo vogliamo dire

Chi è la vittima che ha provato a costituirsi come parte civile nel processo Asso Ventotto

E’ una ragazza. I suoi ricordi sono vividi e precisi. E’ riuscita ad uscire dall’inferno della Libia e attualmente vive in un paese scandinavo con un regolare permesso di soggiorno. Ha ricevuto l’asilo perché ne aveva diritto. Lo ha sempre avuto questo diritto, lo aveva anche il 30 luglio del 2018, quando – racconta – chiese e non ottenne protezione all’Italia sulla Asso Ventotto.

Non è stata lei a trovare me, ma sono stata io a trovare lei. All’inizio aveva paura degli italiani e dell’Italia. Comprensibile, dopo l’esperienza subita sulla nave italiana. Ma poi ha accettato di testimoniare, l’ha fatto per puro dovere civico. Il suo pensiero va alle vittime di Asso Ventotto meno fortunate di lei, che sono ancora nell’inferno libico.

Ma è stato tutto inutile e la sua posizione è stata eliminata dal processo.

Non ci sono prove che la ragazza fosse su Asso Ventotto

E’ vero.

Io stessa non posso essere sicura al 100% che la ragazza che ho trovato fosse sulla Asso Ventotto il 30 luglio 2018. E non posso essere sicura che vi fossero le altre 9 persone che ho faticosamente rintracciato.

Quindi non contesto affatto la decisione del giudice.

Non è colpa del giudice. E’ colpa mia. Non sono stata abbastanza brava. Ci ho provato – cazzo se ci ho provato! – ma ho fallito.

Mi chiedo solo se sia stato fatto il massimo per non privare questa ragazza dei suoi diritti.

E’ stata inviata dal tribunale un’ingiunzione a IOM chiedendo la consegna del materiale video e fotografico realizzato la sera del 30 luglio 2018?

Non lo so. Ma so che quelle foto, se esistono, sono fondamentali per restituire agli esseri umani deportati in Libia dalla Asso Ventotto almeno il diritto di raccontarlo.

Questo è un mondo strano e le organizzazioni dell’ONU che percepiscono milioni per aiutare i rifugiati rifiutano di aiutare i rifugiati.

Cosa fare per aiutare?

Il mio appello di oggi va a tutti quelli che possono fare qualcosa per ritrovare foto o video realizzati la sera del 30 luglio 2018 sulla banchina del porto di Tripoli e consegnarli agli avvocati della ragazza che ho rintracciato.

Tutti possono partecipare e dare una mano. Nella causa civile Asso Ventinove capiterà che un giudice chiederà “Che prove abbiamo che i ricorrenti fossero sulla nave?” e gli avvocati tireranno fuori le foto in cui si riconoscono i rifugiati che abbiamo trovato. Ecco: quelle foto sono state trovate da attivisti per i diritti umani, persone comuni che leggevano il mio blog e sono entrati nel JLProject perché credevano che tutti possono cambiare le cose. Avevano ragione!

Al macigno del fallimento in questi due anni abbiamo sempre opposto una forza contraria e superiore, che è stata fondamentale per raggiungere i nostri successi. Lo facciamo anche oggi. I don’t forget. I don’t give up.

Ogni vostra idea è la benvenuta.

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