Il ministro Nordio rivela un dossier riservato spedito da noi di JLProject alla Procura e in più ne riporta erroneamente diversi punti. Facciamo chiarezza.

Il Ministro della giustizia Carlo Nordio risponde (finalmente) ad una vecchia doppia interrogazione parlamentare di Nicola Fratoianni che chiedeva al governo italiano di indagare su chi fosse il proprietario dell’account twitter Rgowans e sul perché pubblicasse documenti secretati di apparati militari italiani.

La risposta, però, ha dell’incredibile ed è qualcosa che mina anche un po’ l’incolumità dei membri del mio collettivo, il JLProject.

L’indagine di JLProject su Rgowans

Come sapete, alcune settimane fa il JLProject ha scoperto la vera identità di Rgowans. Questo non è un mistero.

All’alba della scoperta, la prima cosa che abbiamo fatto noi del JLProject è stata… informare la polizia. Siamo normali cittadini, onesti e pacifici, e ci è venuto più che naturale collaborare con le forze dell’ordine italiane, che da tempo cercavano Rgowans. Abbiamo scritto un dossier riservato e l’abbiamo mandato in Procura. Tale dossier, di 10 pagine, conteneva assolutamente tutte le cose che avevamo scoperto su Robert B., cioè il proprietario dell’account Rgowans.

Dopo aver informato le forze dell’ordine abbiamo anche scritto e pubblicato un’inchiesta giornalistica in cui abbiamo rivelato alcune cose ma non tutto, perché pensiamo che la privacy sia un diritto di tutti e perché volevamo evitare di esporre ad una gogna mediatica persone innocenti, ad esempio i giovani parenti di Rgowans.

Immaginate la nostra sorpresa, oggi, nello scoprire che il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avuto accesso al nostro dossier riservato, che avevamo spedito alla Procura, e ne ha diffuso pubblicamente alcune parti. Ciliegina sulla torta: Nordio ha riportato in modo inesatto alcuni particolari contenuti nel nostro dossier!

Cosa scrive il ministro Nordio nella risposta a Fratoianni

Potete leggere il testo integrale QUI.

Il ministro Nordio in poche righe riferisce sulle azioni intraprese dalla Procura di Modena per scoprire la vera identità di Rgowans: “Veniva così avviata la procedura per l’acquisizione dei dati relativi ai due account Twitter di rilievo «Migrants Rescue Watch @rgowans» e «Caroline Frampton @UpYours Haftar», acquisizione che richiede l’inoltro di una rogatoria internazionale. Nelle more dello svolgimento della procedura rogatoriale, il comando provinciale di Modena dei carabinieri procedeva a trasmettere alla società che gestisce la piattaforma Twitter una richiesta di congelamento dei dati relativi ai suindicati account”.

Poi… rivela l’esistenza del nostro dossier riservato: “La persona offesa, inoltre, depositava una memoria alla quale era allegata una relazione predisposta da JL Project…“.

Le inesattezze riferite da Nordio

Il ministro rivela che il JLProject ha fornito alla Procura il nome e cognome completo di Robert B. Nordio, scrive il cognome completo e poi aggiunge “soggetto del quale non erano forniti ulteriori dati.

Non erano forniti ulteriori dati???

In realtà il dossier che abbiamo mandato contiene un mucchio di dati su Robert B.: giorno e mese di nascita, ben 3 indirizzi fisici in due diversi Paesi, 3 numeri di utenza telefonica e tutti gli indirizzi email utilizzati nell’arco degli ultimi vent’anni. Materiale ampiamente sufficiente a contattarlo per convocarlo ed interrogarlo.

Il ministro Nordio poi elenca alcuni particolari della vita di Robert B. chiosando con un “attualmente lavorerebbe per una società polacca che sviluppa software”.

Per una società polacca che sviluppa software???

Il data center di cui un Robert B. è direttore in Polonia non sviluppa genericamente software, non crea innocui giochetti elettronici per le playstation o app per le diete, è il data center di una società che ha l’appalto da Frontex per il sistema di controllo delle frontiere europee.

Robert B., Rgowans, che giornalisti esperti di mafia libica come Nello Scavo hanno definito «portavoce della mafia libica, legato ai servizi segreti (deviati?) di diversi Paesi» potrebbe essere il direttore del data center di una società che ha l’appalto da Frontex per il sistema di controllo delle frontiere europee. E’ necessario ed urgente accertarlo.

Il ministro Nordio non ha capito la gravità della cosa?

Le istituzioni italiane ed europee non hanno ancora fatto luce sul ruolo di Robert B – Rgowans in Frontex

Interpellata dal Corriere della Sera, Frontex (1.500 funzionari e un budget nel 2022 di 754 milioni di euro) da Varsavia ha ammesso di conoscere l’inchiesta del JLProject e risposto: “Stiamo cercando di approfondire la questione quindi non possiamo rilasciare commenti”.

Si noti bene, Frontex non ha risposto “Tranquilli, è solo un omonimo, non abbiamo un portavoce della mafia libica a capo del controllo delle frontiere europee” ma uno “stiamo indagando”. Eppure a Frontex basterebbero 5 minuti per mandare una delle foto di Rgowans che campeggiano sul suo profilo Facebook alla società a cui ha dato l’appalto per il controllo delle frontiere europee e verificare che sia o non sia il direttore! Anche il Governo italiano potrebbe fare questo controllo.

Qualche giorno fa i deputati PD Arturo Scotto, Elly Schlein e Ciani hanno fatto una nuova interrogazione parlamentare, ottimamente scritta, in cui fanno semplici e doverose domande sui legami tra Rgowans e Frontex e chiedono:

   se il Governo sia a conoscenza dei nuovi fatti denunciati e se non ritenga di dover adottare immediatamente, per quanto di competenza, iniziative idonee volte ad appurare la veridicità dei fatti che, qualora confermassero i collegamenti con Frontex, rivelerebbero una situazione molto inquietante;

   quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare per tutelare i cittadini minacciati dalla mafia libica, e nello specifico dal suddetto account, nonché per tutelare l’integrità della Repubblica davanti al fatto che un account che pubblica quotidianamente materiale per conto delle milizie libiche – al punto da essere definito dai giornalisti che si occupano della materia «portavoce della mafia libica» – divulghi documenti top secret di apparati militari italiani ed europei e minacci i cittadini italiani.

Rivelando il dossier, il ministro Nordio ha messo in pericolo i membri del JLProject?

Diciamo che rivelare al “portavoce della mafia libica” che noi del JLP abbiamo trovato i suoi “parenti in Polonia” non è ciò che ti aspetti dal ministro della Giustizia, specialmente da quello di un Paese come l’Italia, in cui il codice mafioso e la suscettibilità e pericolosità dei mafiosi sono ben noti…

La frittata è ormai fatta ma, almeno, che serva a qualcosa! Ciò che il JLProject – gruppo di 50 cittadini che con coraggio lavorano per la legalità e la giustizia – chiede alle istituzioni è semplice: la verità sui rapporti tra Rgowans e Frontex.

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