In questa violenta campagna razzista a Tripoli è impossibile non notare i cartelli in italiano e il supporto di militanti leghisti pro-remigrazione.
L’assalto all’UNHCR di Tripoli del 4 giugno 2026
I giorni che precedono l’assalto
Già da fine maggio si moltiplicano le aggressioni alle persone migranti che si recano negli uffici di UNHCR a Tripoli.
Il 31 maggio, per esempio, un minore rifugiato viene violentemente aggredito fuori dalla sede dell’UNHCR mentre cerca di accedere ai servizi e chiedere assistenza. Secondo le informazioni ricevute da Refugees in Libya, l’aggressione viene compiuta da membri della cosiddetta Polizia Diplomatica di stanza fuori dalla sede dell’UNHCR.

Il 2 giugno inizia una campagna sui social network. Post come questi sotto vengono diffusi da account con profili chiusi e invitano i cittadini libici ad assaltare la sede di UNHCR a Tripoli.


Il testo, tradotto, è:
O uomini liberi di Libia, voi la cui virilità trasuda dal vostro stesso essere e nelle cui vene scorre l’amore per la patria, voi che avete fatto dell’onore il vostro stile di vita, del sacrificio il vostro cammino e della difesa della terra e dell’onore la vostra incrollabile missione, e o donne libere, nobili, pure e autentiche di Libia, questo appello è rivolto a ogni onorevole libico:
La data è giovedì 4 giugno 2026, davanti all’UNHCR (l’UNHCR, non l’UNHCR). Lì, faremo sentire la nostra voce, una parola pronunciata con la voce e l’azione che ci animano, non come le parole tremanti e incerte dei funzionari. Lì, il libico libero e autentico pronuncerà la sua parola e la sua azione sarà decisiva. Vi ricordiamo l’accordo del 1951…
Vi ricordiamo ancora una volta che la data annunciata per l’espulsione dell’UNHCR sarà giovedì 4 giugno 2026. Chiediamo a tutti di rispettare la proprietà pubblica e privata.
Esortiamo le forze dell’ordine e le agenzie di sicurezza a fornire assistenza e aiuto, perché siete tutti figli di questo popolo libero.
Vi preghiamo di condividere questo post affinché raggiunga un pubblico più ampio. #EspellereL’AltoCommissione #EspellereGliAfricaniDallaLibiaÈUnaRichiestaPopolare #NoAll’InsediamentoDeiMigrantiAfricani #NoAll’InsediamentoDeiMigrantiAfricani
Virilità, patria, onore, sacrificio… Il lessico è preoccupantemente nazifascista.
L’assalto a UNHCR del 4 giugno 2026
Giovedì 4 giugno 2026 almeno un centinaio di cittadini libici si radunano davanti alla sede dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) a Tripoli per protestare contro i migranti irregolari che, a loro dire, dovrebbero lasciare la Libia.
Montano delle tende e scaricano un camion di sabbia sul cancello principale dell’edificio per murarlo.
Questa foto, comparsa su Al Jazeera, fornisce ulteriori elementi:

I cartelli, soprattutto, non sono spontanei ma prodotti in serie e distribuiti. Alcuni sono in italiano.

Di chi è la regia di questa mobilitazione razzista?
Non lo sappiamo ma non sembra certo un movimento nato dal basso.
Su X il 4 giugno Max Ferrari condivide questa locandina.

E’ Massimiliano “Max” Ferrari, politico e giornalista italiano mmilitante storico della Lega. Ha lavorato a lungo come giornalista per TelePadania (la tv della Lega). Il suo profilo X titola:”Lega 1989. #Reconquista! Assimilation or Remigration!“

Analizziamo la locandina:

Il messaggio contiene invitamento a quelli che in Europa sono reati. Rimpatriare persone in Sudan, ad esempio, è illegale in Unione Europea e assolutamente illegale in Italia (c’è stata anche una sentenza).
Nella locandina, in alto a sinistra, vediamo questa immagine di un braccio destro alzato. Iconografia di chiara derivazione nazifascista:

La situazione è preoccupante. Anche dati i precedenti storici. In Tunisia nel 2023 era stato direttamente il presidente Kais Saied a dare il via alle persecuzioni razziali che hanno portato agli omicidi di massa, soprattutto di donne e bambine migranti.
A Tripoli c’è la caccia all’immigrato
Oggi è l’11 giugno e tutte le persone che conosco a Tripoli sono nascoste da oltre una settimana. Molte hanno lasciato le proprie abitazioni temendo un raid casa per casa simile a quello avvenuto il 1 ottobre 2021 e si sono rifugiate in cantine e magazzini sotterranei.
Le persone non possono uscire per lavorare e comprare cibo.
Paura, buio e fame. I bambini sono quelli che soffrono maggiormente.
Al JLProject, in accordo con altri gruppi attivisti, stiamo facendo una colletta per riuscire a raggiungere le persone nascoste e consegnare loro del cibo.
Potete donare qualcosa per aiutare questa campagna.
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