Stalker e odiatori seriali si sentono al sicuro sui social, dietro i loro profili anonimi. Ma lo sono? Per fortuna no.

Chiariamo subito: non sono contraria all’anonimato in rete. Molta gente scrive in modo anonimo per ottimi motivi, lo capisco. Ma ultimamente l’anonimato, invece di favorire lo scambio di opinioni libere in rete, sta intimidendo e zittendo le persone. Insomma: invece di dare diritti li sta togliendo.

La realtà è raccontata molto bene in un documentario di Valerio Nicolosi dal titolo “I Fili dell’#Odio“.

Diffamazione e minacce sono alcuni dei reati compiuti da profili social anonimi. In più c’è tutta la questione del revenge porn e degli atti persecutori contro le donne.

Eh sì, le donne sono le prime vittime di questo stato di cose.

Le forze dell’ordine hanno qualche difficoltà ad individuare gli stalker

Denunce se ne fanno ed oggi, grazie al codice rosso, i procedimenti vengono aperti in modo celerissimo.

Ma l’intoppo è l’anonimato dei colpevoli. Per reati come la diffamazione i social network statunitensi sono restii ad inviare gli indirizzi ip alle forze dell’ordine italiane. Allora la denuncia contro ignoti si blocca.

Diverso è il caso quando la vittima allega un nome alla denuncia.

Come scoprire l’identità di un anonimo in rete

Stalker e odiatori seriali, nel maggiore dei casi, non sono gente molto intelligente. Si sentono al sicuro dietro una tastiera e quindi lasciano tracce e compiono errori.

Chi sa cercare, li trova.

La mia amica avvocatessa Marina Terlizzi è spesso alle prese con questo tipo di ricerche e assieme abbiamo messo a punto un vademecum da utilizzare per fornire indizzi utili da allegare alle querele.

L’obiettivo è fornire agli inquirenti tracce per cui possano agevolmente e legalmente chiedere e ottenere dai provider l’identità di stalker e odiatori seriali.

Punto primo: entrare nella mente dello stalker

Chi c’è dietro il profilo anonimo che vi sta rovinando la vita? Anche se è anonimo, qualche traccia di sé l’avrà lasciata.

Cercate online tutti i profili social a lui collegati. Spesso ne hanno più di uno su diversi social network, con nomi e foto simili. A volte non sono molto attenti e condividono su diversi social lo stesso materiale.

Spulciate le timeline alla ricerca di indizi. La città in cui vive, il suo accento, i suoi interessi. Difficilmente riescono a nasconderli. In molti casi grazie a questi indizi si riesce a risalire al loro profilo facebook principale, quello con il nome e cognome e i compagni del liceo.

Studiate come scrive. Perifrasi distintive, errori grammaticali… Qui la ricerca si affina. Pochissimi riescono a mascherare il proprio stile di scrittura. Una volta ho individuato una persona perché faceva sempre lo stesso raro errore di battitura sulla stessa parola. E’ bastato googlare… ed eccolo lì! C’è chi sbaglia modi di dire, chi usa termini dialettali e neologismi o cita sempre la stessa frase di una canzone.

NOTA PERSONALE – Alla fine di questa ricerca emergerà però sempre una cosa: la pochezza culturale e umana dello stalker.

Secondo: trovare tracce su provider italiani

Provider e compagnie telefoniche italiane, per legge, devono fornire i dati personali degli utenti alle forze dell’ordine italiane. Facebook, Twitter e Instagram, al contrario, essendo americani non sempre lo fanno.

Rintracciate quindi indirizzi email e account di servizi offerti da provider italiani. Anche se non vi hanno inserito i veri dati personali, sono molto utili. Con un indirizzo email di Virgilio, ad esempio, le forze dell’ordine potranno farsi consegnare gli ip di accesso.

E’ possibile trovare direttamente l’indirizzo ip dello stalker?

Sì, è possibile. Ci sono 2 modi, ma:

  • il metodo illegale esiste, lo usano gli hacker (a volte anche a fin di bene) ma NON VI SERVE. Perché per inserire l’ip in una denuncia dovrete averlo ottenuto in modo legale.
  • il metodo legale… io lo so e so usarlo, ma non lo scrivo qui, altrimenti poi gli stalker lo leggono. Gli investigatori degli avvocati penalisti, comunque, lo conoscono tutti, non è un gran mistero.

In questi anni ho aiutato molte donne (e pure qualche uomo) a scovare e denunciare stalker e odiatori che stavano rovinando le loro vite. A volte è stato difficile, altre facile, altre facilissimo (quando è successo a me ci ho messo poche ore). Dopo la denuncia, questi soggetti smettono. Sgretolare l’anonimato che li proteggeva funziona.

Spero che questo articolo vi sia stato utile. Se avete altre domande potete contattarmi scrivendo qui sotto oppure in privato spedendo una mail dalla sezione contatti.

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