Questo articolo su The Handmaid’s Tale 4 contiene spoiler sui primi 3 episodi e anche… un’arrabbiatura.

Cercherò di arrabbiarmi limitando al minimo gli spoiler. Ma se riuscite a leggere questo articolo dopo aver visto gli episodi 4×01, 4×02 e 4×03 è meglio.

The Handmaid’s Tale 4: i primi 3 episodi della nuova stagione tradiscono le speranze di rivoluzione

Dopo una lunga attesa, finalmente sono usciti i primi 3 episodi della quarta stagione di questa serie, che è una delle mie preferite. La terza stagione ci aveva lasciati con una speranza: (forse) la rivoluzione si può fare, anche a Gilead! Le ancelle e le marte sono riuscite a far uscire dall’inferno di Gilead 86 bambini, un’azione che quasi tutti ritenevano impossibile.

La quarta stagione inizia con una precaria semi-libertà faticosamente guadagnata: 6 ancelle, tra cui la protagonista June, sono riuscite a fuggire e a rifugiarsi in una fattoria sicura. Lì si riorganizzano e, forse per la prima volta, sembrano passare dalla difesa all’attacco: stupratori da uccidere, comandanti da avvelenare, al mio segnale scatenate l’inferno. Eppure qualcosa non va…

The Handmaid’s Tale 4: la mia arrabbiatura per l'errore nei primi 3 episodi

I primi 3 episodi, non a caso, sono GRIGI. Un grigiore che ti scava dentro e che si estende non solo al territorio di Gilead, con le sua lande brumose rinsecchite da un inverno che pare senza fine, ma anche al Canada, dove le cose non vanno poi così bene e addiruttura alcuni bambini non sono felici di essere stati salvati.

La rivoluzione non è mai semplice, occhei. La condizione femminile in questo Mondo è un vero disastro, occhei. The Handmaid’s Tale 4 non può certo edulcorarla e crogiolarsi in un piccolo successo, di nuovo occhei. Sono tre anni che, seguendo questa serie, abbiamo accettato di assistere al martirio morale e fisico dei personaggi femminili. Abbiamo capito che alludere alle violenze senza farle vedere – come faceva il libro di Margaret Atwood – non basta, per capire bisogna vedere. Ma…

La mia grande arrabbiatura sull’episodio 3 di The Handmaid’s Tale 4

Rivoluzione. Millenni di storia avranno insegnato qualcosa ai rivoluzionari? Qua pare di no.

Nell’episodio 4×02 June e le 5 ancelle fuggite con lei decidono di trasferirsi in una nuova casa sicura. Ma June si stacca dal gruppo per andare ad ammazzare una decina di comandanti. Benissimo, Il problema è che quando torna non trova più nessuno e viene catturata. Le ancelle sono già scappate senza di lei.

Eccoci quà, noi spettatori sospiriamo sconsolati: ci tocca assistere ad un nuovo episodio di torture indicibili. The Handmaid’s Tale ci ha abituati, la scelta stilistica l’abbiamo accettata anni fa, non è più terribile come la prima volta, però… che cavolo!

The Handmaid’s Tale 4: la mia arrabbiatura per l'errore nei primi 3 episodi

Così inizia l’episodio 4×03. Ci rassegnamo a guardarlo chiedendoci se era proprio necessario. June viene torturata, Gilead vuole farle rivelare dove sono le sue amiche ancelle. Non mi dilungo sulla scelta delle torture che, va beh, è totalmente incoerente e guardacaso non comprende alcuna delle orribili mutilazioni (dita,occhi, clitoridi ecc.) comunemente praticate a Gilead. Mi concentro sul senso del silenzio di June che, nella mia testa, è ben preciso: dare il tempo alle amiche per scappare, per trovare una nuova casa sicura.

Le 5 ancelle fuggite con June vivono in quest’incubo da quanto? 5 o 6 anni? Basteranno, dico, per capire quali siano i metodi del sadico Governo di Gilead! Sanno che June è stata catturata e sanno cosa sta subendo. Ora: millenni di storie di rivoluzionari, anche recenti, chiariscono che alla tortura perlopiù non si resiste e che l’unico modo sicuro per proteggere la rete rivuluzionaria è recidere i contatti tra le varie cellule. Gli algerini come i sandinisti lo avevano capito, ogni rivoluzionario gestiva pochissime informazioni e non conosceva dettagli sugli altri.

Dopo due giorni di torture, come da copione, June confessa l’indirizzo della casa sicura dove sono andate le altre ancelle. I soldati di Giliad accorrono e… ce le trovano!!!

Ce le trovano! Capite? Stanno ancora là!

Ma come??? Non si sono spostate!

Dormono tranquille nello scantinato della casa sicura (?) e di cinque nemmeno una si è probabilmente posta il problema di cambiare posto.

La rivoluzione così non si può fare!

Ci vuole un poì più di cervello. Eccheccavolo.

(Per il resto, questa serie è stilisticamente bellissima e anche necessaria. Ho delle amiche che stanno subendo orrori simili in Libia. La differenza è che quando provano a fuggire non hanno un “Canada” che le ospita, ma un’Italia che le ricaccia in quell’inferno).

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