La Cassazione conferma la condanna a 12 anni di reclusione per Luca Traini, l’uomo che a Macerata, il 3 febbraio 2018, aveva tentato di compiere una strage di cittadini stranieri con una pistola regolarmente detenuta.

All’epoca scrissi un lungo articolo sul movente e sul fatto che una persona così carica d’odio razziale fosse un legale detentore di armi da fuoco.

Chi era Luca Traini

Luca Traini era un ragazzo di 28 anni che si era candidato con la Lega (zero voti), stringeva la mano a Salvini, faceva le marce di Casa Pound e leggeva il Mein Kampf.

Aveva un permesso per detenere armi da fuoco per uso sportivo ottenuto nel 2015. Sarebbe scaduto nel 2020.

L’attentato di Macerata

Di quel giorno, Luca Traini raccontò ai carabinieri: “sono tornato a casa, ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola. Ho deciso di ucciderli tutti” (fonte Corriere della Sera).

Il 3 febbraio 2018, verso le ore 11, Traini salì sulla sua auto, una Alfa Romeo 147 nera, e guidò per il centro di Macerata. Iniziò una “caccia all’immigrato”, sparando dal finestrino con la sua Glock 17, la pistola semiautomatica calibro 9 che deteneva legalmente per uso sportivo. Sparava soltanto contro persone di pelle scura.

Ferì 6 persone, donne e uomini, tutti giovani immigrati di origine sub-sahariana. Per fortuna non morì nessuno e i medici si occuparono dei feriti più gravi riuscendo a scongiurarne la morte.

I processi e la condanna di Luca Traini

PRIMO GRADO: l 3 ottobre 2018 Traini fu condannato a 12 anni di carcere con rito abbreviato.

SECONDO GRADO: Il 2 ottobre 2019 la corte d’appello di Ancona confermò la condanna di 12 anni.

OGGI: la Cassazione conferma reato di strage aggravata dall’odio razziale. La pena a 12 anni di reclusione per Traini diventa dunque definitiva.

Cosa abbiamo imparato dalla tentata strage razzista di Macerata

Ben poco.

I permessi di detenzione per arma da fuoco vengono ancora distribuiti a chi capita.

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