Nasce il Loujin Project: “Troviamo in fretta i nomi delle persone sulle barche per fare azioni legali contro Malta chiedendo immediati soccorsi in SAR maltese”.

Loujin ed altri 3 bambini sono stati uccisi dal governo maltese

Questa settimana 4 bambini e 3 donne sono morti di sete in SAR maltese. Sono stati uccisi da chi ha rifiutato di soccorrerli.

Loujin Ahmed Nasif, bimba siriana di 4 anni, è morta tra le braccia della mamma. “Ho sete” sono state le sue ultime parole. Nonostante le segnalazioni di Alarm Phone, che per giorni ha chiesto al governo di Malta di assistere l’imbarcazione che si trovava nella zona maltese di ricerca e soccorso, i maltesi non hanno mandato i soccorsi.

La SAR maltese e la “linea della morte”

Nel Mediterraneo c’è una invisibile riga orizzontale che io chiamo “linea della morte”:

  • A sud c’è la SAR libica: si viene catturati e si muore nei lager.
  • A nord c’è la SAR maltese: si viene abbandonati e si muore di sete
Loujin project

Malta ha una SAR (zona di ricerca e soccorso) gigantesca. Ma nulla la obbliga a soccorrere. E, infatti, non soccorre. Questo perché Malta non ha sottoscritto gli emendamenti alle Convenzioni Sar e Solas. Lo spiega Andrea Palladino in questo ottimo articolo.

E l’Europa che dice? Nulla. I parlamentari europei? Muti. Lasciar morire persone in mare è parte del piano europeo di sterminio dei migranti.

Cosa si può fare? Ecco il piano del Loujin Project.

Io un piano ce l’ho: prendere le procure delle persone lasciate a morire in mezzo al mare e fare celeri azioni legali presso il governo maltese chiedendo immediati soccorsi.

Lo abbiamo già fatto nel 2020 ed ha funzionato.

I maltesi hanno grossi problemi ad uccidere persone che hanno dei nomi (e degli avvocati)!

Il problema è prendere le procure delle persone abbandonate in mare. “Si può fare per telefono quando ci chiamano dalle barche con il satellitare” mi spiegano gli avvocati “ma spesso è difficile capire i nomi giusti, lì c’è vento, panico…”.

Come possiamo fare, allora, per sapere i nomi e i dati delle persone lasciate morire in SAR maltese?

Occorre chiedere consiglio a qualche esperto, cioè a chi ha vissuto questa terribile esperienza. Così chiedo a Virgil (nome di fantasia), un rifugiato incontrato recentemente che mi ha raccontato di essere sopravvissuto alla SAR maltese proprio grazie ad una di queste azioni legali.

  • Virgil, quanto sei rimasto bloccato in SAR maltese?
  • Quattro lunghi giorni. Il motore si è rotto, alla fine del secondo giorno abbiamo finito l’acqua. Credevamo di morire. Abbiamo chiamato i soccorsi maltesi ma non ci sono venuti a prendere.
  • Come ne siete usciti?
  • Un avvocato a Malta ha preso la procura legale da mia madre. Io ero minorenne. Ha scritto al governo maltese qualcosa tipo “Sono l’avvocato del ragazzino che state lasciando morire nella vostra SAR”. Ha funzionato. I maltesi hanno mandato una motovedetta a salvarci.
  • Chi ha chiamato l’avvocato?
  • Mia sorella. Aveva anche una copia del mio documento UNHCR e lo ha spedito all’avvocato con whatsapp. L’avvocato si è fatto firmare la procura da mia madre.
  • Grazie per aver raccontato la tua storia. Devono essere brutti ricordi.
  • Sì. Però voglio fare qualcosa per cambiare questa storia. Muore troppa gente. Voglio dire a chi parte che deve assolutamente farsi aiutare da qualcuno a terra. Deve lasciare una foto dei suoi documenti ad un parente o un amico e raccomandare di chiamare aiuto in caso di problemi nella SAR di Malta. E contattare gli avvocati maltesi, come ha fatto mia sorella.

Virgil mi racconta che tante altre persone come lui sono sopravvissute alla SAR maltese in questo modo. Tutte hanno avuto un parente, un amico, un angelo custode che ha fatto da collegamento tra loro in mare e gli avvocati a Malta.

In caso di estrema necessità, gli avvocati possono prendere procure telefoniche. L’importante è che abbiano tutti i dati della persona (nome, cognome, nazionalità, luogo e data di nascita, un documento di identità se esiste).

Il Loujin Project può mettere in contatto le vittime della SAR maltese con degli avvocati maltesi

Tanti attivisti in queste ore mi domandano “Cosa si può fare per evitare altre morti?”

Ecco, io ce l’ho un piano!

Ma dobbiamo attivare tutti i nostri canali per realizzarlo. Dobbiamo istituire un servizio di assistenza h24 per i parenti delle persone abbandonate in SAR maltese. Dobbiamo mandare comunicati in giro per il mondo, tradurli in arabo, in inglese, in francese, per spiegare che le persone hanno il diritto di essere salvate in SAR maltese e che ci sono avvocati disposti ad aiutarli pro bono.

Loujin aveva 4 anni ed è stata uccisa da chi non l’ha soccorsa. Oggi conoscono tutti il suo nome, ma domani verrà dimenticato se non facciamo qualcosa. Dare il suo nome ad un progetto per salvare altri bambini mi sembra una buona cosa.

L’indignazione si dissolve in pochi secondi, ma l’azione è qualcosa di molto più solido. La morte di questi bimbi ha provocato in me quella rabbia che chi mi conosce apprezza molto, perché è rabbia attiva, produttiva. Siete arrabbiati? Allora reagite, rimboccatevi le maniche, fate qualcosa. Questo piano può funzionare, ha già funzionato più volte. Ricordate: i maltesi hanno grossi problemi ad uccidere persone che hanno dei nomi (e degli avvocati)!

Sono già in contatto con diversi gruppi di attivisti entusiasti di collaborare al Loujin Project. Per ora, in caso di parenti di persone abbandonate in SAR maltese, contattate me via Twitter. Saprò come aiutarli.

Aggiornamento 15/09/22:

Alle Veglie contro le morti in mare piace il progetto Loujin! Sono le persone perfette per gestirlo. Passerò loro il progetto e spiegherò i vari passaggi in una riunione che si terrà domenica 18 alle ore 21. Se volete partecipare contattatele.

PS Idee, commenti, domande, critiche, altre proposte… tutti i vostri contributi sono i benvenuti. Nessuno è preparato ad affrontare un simile genocidio e tutti improvvisiamo. Anche io.

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