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Nov 182019
 

italiani con la pistola

Parole AGGHIACCIANTI da un uomo italiano che vuole (o ha) la pistola e giustifica il femminicidio. Arrivano sul mio blog e fanno paura.

E’ arrivato un commento qui sul blog, in risposta ad uno dei tanti articoli che ho scritto sulle armi regolarmente detenute in Italia e sulle morti che queste armi provocano nelle case italiane (in Italia le armi legali sparano su donne e bambini – questo è un fatto).

Normalmente non pubblico commenti inneggianti all’odio. Ma questa volta ho deciso di farvi leggere queste parole di Piero, perché rappresentano il pensiero (distorto, malato, ma purtroppo reale) di una fetta della popolazione italiana.

Il commento è questo:

L'uomo con la pistola che giustifica il femminicidio

Analizziamo le parole dell’italiano con la pistola…

PARTE 1 – il diritto di difendersi con la pistola dal “malfattore”.

Siamo abituati a leggere queste cose. Frasi tutte uguali:

Io penso sia giusto che una persona possa dotarsi di un’arma per la propria difesa e credo sia giusto che lo stato tuteli la riservatezza della persona che la possiede.

Io devo potermi difendere dall’aggressione ingiusta del malfattore che vuole entrare in casa mia. Io non posso sapere cosa voglia fare una volta entrato in casa, potrebbe voler solo rubare, potrebbe volere uccidere me o la mia famiglia o stuprare mia moglie o le mie figlie.

In questi casi è giusto che io possa difendere me e la mia famiglia.

Questa roba l’abbiamo letta tante volte, sui forum e sui social network.

Va però qui notato l’uso patologico della prima persona e dei possessivi (IO/IO/casa MIA/la MIA famiglia/MIA moglie).

In mezzo ci troviamo anche la rivendicazione del diritto alla privacy, che in Italia fa sempre brodo.

PARTE 2 – la giustificazione del femminicidio

Questa è la parte più agghiacciante. Leggiamola assieme. Le sottolineature sono mie.

Ci sono poi brave persone che diventano killer spietati e uxoricidi, e quando succede io mi chiedo sempre: era una brava persona che tutto ad un tratto è impazzita,

L’uomo con la pistola è visto come “una brava persona che tutto ad un tratto è impazzita”.

Di chi è, secondo Piero, la colpa di questo impazzimento dell’uomo con la pistola? Di… sua moglie!

cosa ha mai fatto sua moglie per spingerlo ad aprire il fuoco in modo incontrollato? Un divorzio con la pretesa ingiusta del coniuge di depauperarlo di una vita di lavoro e di sacrifici? Di una eredità lasciata dai genitori che tanto hanno lavorato e tanto amavano lasciargli qualcosa? I figli piccoli plagiati e usati come mezzo di ricatto? Io dico che in questi casi sia più comprensibile un gesto del genere, sebbene, sia chiaro, non possa scusarlo per nessun motivo.

Le parole che ho sottolineato sono le stesse identiche parole che ho trovato nei profili facebook di svariati uomini che hanno ucciso mogli e/o figli. Tutti si sentivano vittime di un’ingiustizia, di una cattiveria, depauperati. Anche (e soprattutto) quegli uomini che avevano già compiuto atti di violenza e stalking nei confronti di ex compagne e figli.

Questo genere di parole, ad esempio, pubblicava Luigi Capasso, che il 28 febbraio 2018 a Cisterna di Latina a colpi di pistola uccise le sue due bambine e ferì la sua ex moglie.

“Cattiveria e ingiustizia subite dai bravi padri di famiglia” giustificano il femminicidio, secondo l’uomo con la pistola. Poco importa se poi il “bravo padre di famiglia” picchiava ripetutamente la moglie, come faceva Capasso.

Torniamo alle parole di Piero. Scrive:

Credo che talvolta la società moderna, con i suoi eccessi ed abusi, trasferisca queste sue caratteristiche ai singoli soggetti, trasformandoli da amorevoli padri a collerici assassini.

E poi addirittura:

Le donne, le madri, invece di temere l’arma, che di suo non è né buona né cattiva, dovrebbero fare in modo di non indurre alcuna trasformazione irreversibile nei padri dei propri figli, dati dall’odio e dall’egoismo propri dei nostri tempi.

E’ la donna uccisa – secondo l’uomo con la pistola – la responsabile del suo stesso omicidio.

Agghiacciante.

Lo stesso concetto di ritrova sul profilo Facebook di Daniele Antognoni, che a Numana (AN) nel dicembre 2014 uccise la moglie Paula Corduneanu e il figlioletto Christian, di soli 5 anni. Questo è uno dei tanti post dello stesso genere che pubblicò l’anno dell’omicidio:

L'uomo con la pistola minaccia le donne

La pericolosità di Piero, l’uomo con la pistola che mi ha scritto

Non so se Piero possegga davvero una pistola. O sia intenzionato a procurarsene una.

Le sue tossiche parole, però, non mi sembrano il commento generico dei soliti troll che girano online supportando la salviniana chiamata alle armi. Le sue parole mi sembrano vere. Sono troppo precise, troppo specifiche. Credo che “Piero” stia subendo quella “trasformazione irreversibile” di cui scrive. Credo che Piero vada aiutato e, soprattutto, che vada FERMATO.

E’ anche per questo motivo che ho pubblicato il suo commento.

“Piero” ha usato un nome falso e ha usato un proxy server quando ha postato il commento. Lo avrà usato anche prima di decidere di scrivere al mio blog?

“Piero” scrive in un italiano molto particolare.

“Piero” fornisce alcuni particolari sulla sua vita (divorzio, eredità dei genitori…) e altri che magari ha modificato (le figlie potrebbero essere un figlio solo).

Spero, in parole povere, che qualcuno riconosca questo uomo e lo fermi. Spero che le autorità impediscano a “Piero” di munirsi di una pistola o, se ce l’ha già, gliela tolgano.

In Italia gli omicidi compiuti con armi legalmente detenute superano ampiamente quelli commessi da malviventi per furti e rapine.

Questo lo scriveva Giorgio Beretta appena 4 giorni fa, sul sito di Amnesty International.

I dati sono certi:

L’Istat riporta che nel 2017 ci sono stati “16 omicidi volontari consumati a scopo di furto o rapina” mentre, sempre nel 2017, l’Osservatorio Opal ha registrato 42 omicidi commessi da legali detentori di armi o con armi da loro detenute. Nel 2018 sono stati addirittura 52, in più di 30 casi le vittime erano donne.

Aggiornamento del 20/11/2019

Ho fatto leggere il commento ad una psicologa de La voce per Eco, associazione che si occupa del contrasto alla violenza psicologica e al narcisismo patologico.

Ecco cosa ha risposto:

Trovo questo messaggio abberrante, lo trovo pericoloso. Trovo che questo soggetto abbia sicuramente in sé i semi di una situazione che potrebbe diventare esplosiva.
Lui sta disquisendo se è giustificato o ingiustificato uccidere qualcuno. A me sembra che tutti questi ragionamenti e sofismi siano il tentativo della sua parte razionale di tenere a bada la sua parte istintiva.
La cosa che mi spaventa più di tutte è il fatto che lui si rivolga alle donne. Non dice “Il vostro Partner vi crea una condiziona tale a spingervi ad ucciderlo”. Lui si rivolge invece ALLE DONNE.
La sua posizione è “Io giustifico quegli UOMINI che compiono l’uxoricidio. Bisogna che le donne stiano attente a non spingere i propri compagni a quei livelli”.
Allora: questo soggetto o in casa ha una moglie che gli sta facendo vedere i sorci verdi oppure è un soggetto che è estremamente collerico, rabbioso e utilizza la razionalità per tenere a bada la parte istintuale.

Dopo la conferma della psicologa sono sempre più preoccupata. “Piero” sembra proprio una persona pericolosa che non dovrebbe poter possedere un’arma da fuoco.

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  3 Commenti per “Quell’italiano con la pistola che giustifica il femminicidio.”

  1. Da segnalare a odiareticosta@gmail.com

  2. Piero è pericoloso nessuna giustificazione per il femminicidio, chi uccide è un uomo orrendo, una minoranza ma sempre troppi

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