Si è scoperto che gli aerei spia di Frontex realizzano immagini ad altissima qualità. Ma l’agenzia ne nega l’accesso agli avvocati delle vittime dei respingimenti dal mare ai lager libici gestiti da Frontex e governo italiano.
Perché solo i giornaletti di destra hanno diritto a visionarli?
Questa è una storia complessa di ardua comprensione per chi non è ferrato in materia, quindi cercherò di raccontarla in maniera semplice.
Negli ultimi anni l’Europa si è trovata a dover fare i conti con un sistema di sistematiche violazioni dei diritti umani e di atroci crimini contro l’umanità compiuti… dall’Europa stessa.
Il sistema di crimini prevede l’arresto, la riduzione in schiavitù, la tortura e l’omicidio di centinaia di migliaia di persone profughe altamente vulnerabili, donne e bambini compresi, che dall’Africa cercano salvezza in Europa. Tutte azioni delittuose che l’Europa non può compiere direttamente e che tenta di delegare a paesi terzi governati da milizie, come la Libia, mantenendo un ruolo occulto di coordinamento.
ll movente della collaborazione di soggetti europei a questo sistema di crimini è la convenienza politica: sotto la bandiera della discriminazione razziale, che unisce razzisti di tutto il mondo, c’è il semplice fine di raggranellare voti. Lo abbiamo visto. Non occorre spiegare altro.
Fortunatamente esistono ancora le leggi che l’Europa si è data nel secolo scorso, all’indomani del genocidio nazifascista. Leggi nate per far sì che tale genocidio non si ripeta più o, quantomeno, che venga fermato in tempi brevi. Il tempo è arrivato ed è questo.
Processi e sentenze stanno cercando di fermare il sistema di crimini
La Corte Penale Intenazionale sta processando il miliziano Khaled Mohamed Ali El Hishri (detto “Al Buti”) per 17 capi d’accusa: crimini contro l’umanità e crimini di guerra perpetrati tra il 2015 e il 2020 all’interno del carcere di Mitiga, a Tripoli, dove venivano deportate le persone catturate in mare con la complicità del governo italiano, di EUNAVFOR MED e di Frontex. E’ un processo importante. E’ la prima volta, in questa storia, che un miliziano libico complice di governi europei viene processato in Europa. Si è tentato altre volte ma…
- Almasri è stato liberato e fatto fuggire dal governo Meloni
- Bija è stato ucciso
- Gheniwa è stato ucciso
In Francia è invece indagato Fabrice Leggeri, ex direttore di Frontex, per complicità in crimini contro l’umanità e tortura. L’accusa è quella di aver facilitato, attraverso Frontex, la cattura in mare di migliaia di persone migranti.
Altre sentenze in Italia hanno stabilito che in Italia è un reato respingere persone dalle acque internazionali alla Libia.
Invece di aiutare la giustizia, le autorità europee la ostacolano
Tutti queste indagini e questi processi sono di una difficoltà inaudita per la difficoltà di accesso alle prove. Questo perché:
Le autorità che compiono crimini sono le stesse autorità che gestiscono l’accesso alle prove su questi crimini.
Avete mai provato a fare un accesso agli atti alla Guardia Costiera italiana o a Frontex? Gli avvocati delle vittime delle deportazioni dal mare ai lager libici ne hanno fatti molti ricevendo dinieghi su dinieghi.
Nel caso Asso Ventinove, per esempio, il ministero dei trasporti italiano negò più volte, sempre, l’accesso alle informazioni della guardia costiera italiana. Alla fine scoprimmo lo stesso che era stato il governo italiano ad ordinare il respingimento in Libia di 276 persone e il governo venne condannato.
Ho più volte denunciato queste pratiche quantomeno scorrette. Con il JLProject sono in prima linea nel supporto legale alle persone illegalmente deportate dal mare nei campi di concentramento della Libia. Per casi in cui sospettavamo la complicità della Guardia Costiera italiana, i nostri avvocati hanno più volte fatto accesso alla Guardia Costiera Italiana, ricevendo sempre diniego per “segreto militare”. Per casi in cui sospettavamo la complicità di Frontex, i nostri avvocati hanno più volte fatto accesso a Frontex, ricevendo informazioni blurrate inservibili.

Immaginate la mia sorpresa quando ho visto un video ad altissima qualità girato da un aereo di Frontex pubblicato dai giornaletti di destra Il Giornale e da Le Figarò!

Tante domande mi frullano nella testa. La prima è “Come lo hanno avuto? Con un accesso agli atti?” ma la seconda è più importante: “Perché se gli aerei di Frontex girano queste immagini a così alta qualità Frontex ne nega l’accesso agli avvocati delle vittime dei respingimenti?”.
Giornaliste mie amiche, che lavorano per grandi giornali italiani, nei giorni scorsi hanno provato a fare accesso al video ma Frontex ha mandato loro un immediato diniego.
Il video pubblicato da Le Figarò è tagliato e non mostra la motovedetta regalata dal governo Meloni alla Libia che ha partecipato ai fatti. Se avessimo il video originale potremmo magari capire quali e quante milizie libiche armate e finanziate dal governo Meloni fanno gli scafisti di secondo lavoro , dato che non è la prima volta che succede. Potremmo anche capire meglio se questi siano deliberati atti decisi prima a tavolino per criminalizzare le ONG. Ma questa è un’altra indagine e la pubblicherò un’altra volta.
Ciò che importa, ora, è che Frontex occulta le informazioni agli avvocati. L’aereo che ha girato questo video si chiama Eagle 1
Capirlo è facile. Nel video, in alto a sinistra, c’è il timecode:

Basta scaricare la traccia navale della Sea Watch 5 e incrociarla con le tracce aeree dell’11 maggio alle 8 UTC. Ecco cosa si ottiene: l’unico aereo che volava in quel posto in quel momento era l’aereo spia di Frontex Eagle 1 con codice icao 43ee55.

Lo stesso aereo ha sorvolato alcuni respingimenti dal mare ai lager della Libia che noi del JLProject sospettiamo essere illegali (perchè favoriti da autorità europee). Gli avvocati hanno fatto accesso a Frontex e ricevuto poco oppure niente.
In un raro caso Frontex ha mandato delle foto aeree realizzate da un suo drone spia ma a bassissima qualità perché incollate su un pdf. Inoltre ha blurrato data e ora.

A riguardarle oggi appare probabile che siano fotogrammi di un video. Ma il video non è mai stato nominato né consegnato da Frontex agli avvocati. Ringraziamo però i giornaletti di destra perché ci hanno fatto capire cose importanti e adesso abbiamo elementi per chiedere ai giudici di ordinare a Frontex la consegna dell’eventuale video di quel caso, necessario alle persone sopravvissute (una è morta in seguito alla deportazione nei lager) per fare causa ad eventuali autorità europee complici del reato. Se ve lo chiedete: sì, Fabrice Leggeri era all’epoca direttore di Frontex.
“Da anni, alcune ONG cercano di screditare Frontex e la guardia costiera per indebolire l’autorità pubblica” scrive oggi Leggeri su X. Considerate le prove, a me sembra l’esatto contrario: da anni Frontex e la guardia costiera cercano di screditare le ONG per proteggere le prove che inguaiano Frontex e la guardia costiera. Ma questo lo decideranno i giudici.
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