Il falso ferito ha cercato di truffare i miei amici. Ma non sapeva che… uno di loro è medico! Ecco il racconto della truffa e i consigli su come difendersi (il truffatore è ancora in giro!)

Accade a Roma, sulla via Tuscolana, all’altezza di via dell’Arco di Travertino, verso le sette di sera. Francesca e Antonio sono in macchina con i loro due bambini, tornano tutti a casa dopo una giornata di scuola e lavoro. Si fermano prima di un attraversamento pedonale: sulle strisce c’è un uomo che parla al cellulare, ma non attraversa. Così, lentamente, procedono.

Un tonfo sul retro dell’auto, un urlo. Immediatamente Francesca e Antonio fermano la loro auto e scendono a vedere: a terra c’è l’uomo che si lamenta, tutto intorno i frammenti di un telefono cellulare.

Soccorrono subito il sedicente ferito. Antonio è un medico, un (bravissimo) ortopedico. Si rende conto presto che il sedicente investito sta bene: nessun osso rotto, nessuna escoriazione o taglio.

L’uomo è italiano, sulla quarantina, stempiato, con delle vecchie cicatrici da ustioni sul naso e su un braccio.

“Mi avete rotto il cellulare, l’avevo pagato 500 euro!” urla da terra. E chiede almeno 200 euro di indennizzo.

Con il senso di colpa per aver – come non si sa – investito un uomo, nella concitazione del momento, non si ragiona molto bene e si è fragili di fronte alle richieste della vittima. La truffa si basa su questo principio. Eh sì, perché questa è una truffa. E anche molto nota.

La truffa del falso ferito

E’ una delle truffe automobilistiche più diffuse nelle città italiane, seconda solo alla cosiddetta “truffa dello specchietto”.

Avviene quasi sempre sulle strisce pedonali. La vittima della truffa è in auto, sente uno schianto sul retro del veicolo e quando scende trova un uomo a terra.

Alcune volte il truffatore si fa addirittura portare in ospedale in ambulanza. Ma nella maggior parte dei casi cerca di risolvere in loco estorcendo soldi come risarcimento per un paio di pantaloni strappati o un cellulare rotto. A Roma addirittura c’è stato un truffatore che si è finto un Casamonica per incutere paura nei truffati.

A volte l’uomo ha dei complici, che ripuliscono l’auto di borse e altri oggetti lasciati incustoditi dal guidatore sceso a prestare soccorso.

Come è finita la disavventura di Francesca e Antonio?

E’ finita bene. Tranquillizzati dal fatto che il sedicente investito stesse bene, hanno realizzato ciò che stava accadendo. Francesca ha proposto al falso ferito di chiamare l’ambulanza. Quello ha rifiutato. Ha chiesto ancora soldi e sostenuto di essere figlio di un carabiniere. Antonio e Francesca hanno proposto di chiamare i carabinieri per farlo aiutare, lui si è spaventato e si è dileguato.

Le vittime di questa truffa

Il genere i truffatori puntano vittime sole, meglio se donne o anziani. Non disdegnano anche auto con bambini a bordo.

Come difendersi dalla truffa del falso ferito

Nessuno comprende subito di essere stato truffato e purtroppo accadono molti incidenti verissimi, in cui vittime vere hanno immediato bisogno di soccorso. Come distinguerli? Non si riesce, nell’immediato.

L’unica cosa che si può fare è attenersi al codice di condotta degli automobilisti, senza saltare alcun passaggio: fermarsi, prestare soccorso, telefonare subito alle autorità preposte (ambulanza, vigili).

Importante raccomandazione è quella di chiudere sempre l’auto da cui ci si allontana.

I miei amici hanno poi chiamato la polizia e raccontato la storia della tentata truffa, lasciando anche una descrizione accurata del truffatore.

Su questo blog segnalo spesso possibili truffe . E’ importante avvisare le persone.

Se anche tu sei stato/a vittima di una truffa (o tentata truffa) automobilistica, per favore raccontalo postando un commento qui sotto. Sarà certamente d’aiuto agli altri.

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