Oggi, 19 maggio 2026, all’Aja inizia il processo a Khaled Mohamed Ali El Hishri, il generale Al Buti. Le accuse sono gravissime: crimini di guerra e crimini contro l’umanità. In particolare: omicidio, stupro, riduzione in schiavitù, tortura, persecuzione e detenzione arbitraria nei confronti di migliaia di persone detenute nel carcere di Mitiga, in Libia.
Le stesse cose di cui è accusato il suo complice Almasri, che non è alla sbarra perché nel gennaio 2025 è stato fatto fuggire dall’Europa dal governo Meloni e riaccompagnato in Libia con un volo di stato.
Al Buti, considerato il braccio destro di Almasri, è stato arrestato dalle autorità tedesche all’aeroporto di Berlino-Brandeburgo il 16 luglio 2025, in esecuzione di un mandato di cattura della CPI. Dopo alcuni mesi di trattenimento in Germania, è stato estradato e consegnato alla Corte dell’Aia il 1 dicembre 2025. Così, finalmente, si è potuto celebrare il processo per i crimini di guerra e contro l’umanità compiuti dai miliziani della RADA nel lager di Mitiga.
Testimoni nel processo sono Lam Magok Biel Ruei e David Yambio, due ragazzi sud sudanesi che nel febbraio 2020 finirono nelle mani di Almasri e Al Buti dopo aver tentato di fuggire dalla Libia via mare ed essere stati catturati con la complicità dell’Italia. La loro storia è tutta sul mio blog, fin dall’inizio, e oggi sono molto fiera di loro. Dopo tante sofferenze sono riusciti a fuggire dalla Libia ma hanno deciso di continuare a denunciare ciò che lì avviene e come il governo italiano favorisca una massa impressionante di crimini.
Oggi anche io sarò in piazza con Refugees in Libya e Mediterranea.

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