Nov 022016
 

Dopo quasi vent’anni a girare il Centro America in lungo e in largo mi sono resa conto che mi mancava un posto fondamentale: il Parco Nazionale Corcovado, in Costa Rica.

E così, calando giù dal Nicaragua, attraversando la Costa Rica, scendendo in territorio panamense dal lato caraibico e risalendo in terra tica sulla Panamericana mi sono ritrovata a Golfito e ho detto “Bè, andiamo”. Era il tramonto e la baia di Golfito era ammantata di rosso. Dietro si intravedeva la penisola di Osa, verde e selvaggia. Trovare una barca fu facile e in un’oretta scarsa arrivai a Puerto Jimenez.

Il giorno dopo ero pronta ad esplorare il parco Corcovado ma non avevo una guida e qui la guida serve se non si vuole finire nei guai. Così mi feci un tranquillo giretto per il paese con un occhio puntato in cielo per ammirare le are scarlatte e l’altro puntato in basso per non pestare qualche coccodrillo. E incontrai William.

Giovane padre di famiglia nato a vissuto qui a Puerto Jimenez, William è un’espertissima guida naturalistica in grado di avvistare qualunque animale, insetto o pianta presente in queste jungle. Io e Mao lo prenotammo subito per un’escursione.

Il trekking con animali on demand a cabo Matapalo.

Ecco come è andata…

Partiamo all’alba una mattina per un trekking facile a Cabo Matapalo, una zona a 2 ore di strada (la stessa per arrivare al parco del Corcovado, sterrata e in pessime condizioni) da Puerto Jimenez, che è il paese dove far base per tutte le escursioni da fare nella penisola di Osa. Prendiamo un trasporto locale, una sorta di camioncino abbastanza rumoroso, e ci sistemiamo nel cassone dietro.

William mi chiede notizie sugli animali che abbiamo visto nei giorni precedenti e su quelli che ci piacerebbe vedere o rivedere. Ecco un invito a nozze per me. Gli faccio una lista:

–          Le scimmie Titì

–          Un tucano

–          Un bradipo

–          Una rana velenosa

–          Un pizote perché Mao non ne ha mai visto uno e non ha idea di che tipo di animale sia.

–          NON voglio vedere invece serpenti, perché mi terrorizzano

Così iniziamo il nostro trekking a Cabo Matapalo. Calziamo degli stivali di gomma perché nella zona dove stiamo andando la vegetazione è davvero fitta e i sentieri migliori sono… i torrenti. Che tra l’altro sono anche i posti attorno ai quali è più facile avvistare gli animali attirati dall’acqua.

La jungla è favolosa. Con alberi di tutti i tipi, a partire dal normalissimo ficus che qui ha dimensioni… non proprio da appartamento.

E poi ci appare anche…

l’albero camminatore.

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Io adoro questi alberelli e il loro modo di adattarsi all’ambiente in cui hanno la fortuna o la sfortuna di nascere. L’alberello nasce nel bosco, in un luogo a caso. Se è un luogo dove c’è la luce tutto bene, ma se come accade quasi sempre nella jungla ci sono altri alberi a coprire la luce del sole, l’alberello si adatta e… si sposta. Dal tronco centrale tira giù fino a terra un rametto che diventa radice, e fa un passo, poi ne tira giù un altro e fa un altro passo. E’ capace di camminare anche per più di un metro, fino a trovare un luogo con più luce dove crescere sul serio.

Vediamo anche moltissimi altri alberi tra cui quello della gomma, il ficus strangolatore e l’albero che… brucia. Si, la sua resina è super infiammabile e se nella jungla – dove la legna è umidissima – si ha bisogno di accendere un fuoco è davvero vitale. Che bella la natura!

E poi, non ci crederete mai, in questa sequenza ecco tutti gli animali che volevo vedere. Sbucano dalla foresta come se sapessero che li voglio vedere.

–          un bellissimo tucano

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–          Una rana velenosa

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–          Un pizote ovviamente, perché in questi boschi ce ne sono tanti.

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–          Le scimmie Titì, che sono la quarta e un po’ più rara specie di scimmie del Costa Rica, dopo i cappuccini o mono cara blanca, i mono congo e i mono aragna.

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–          Un pigrissimo bradipo che dorme su un albero

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Vediamo anche altri animali NON ON DEMAND..

Facciamo anche il bagno in solitarie fresche cascate e ci divertiamo un sacco.

E SOPRATTUTTO…. NON vediamo alcun serpente!

“William, tu eres maravilloso” gli dico mentre, arrivati alla spiaggia di Matapalo, sta recuperando dei cocchi salendo su una palma. Lui si mette a ridere: il serpente c’era eccome, solo che io gli avevo detto che non lo volevo vedere e lui non me lo ha indicato!

E se volete viaggiare anche voi con il mio amico William nel parco Corcovado andate qua e troverete i suoi contatti.

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