Vi siete mai chiesti cosa la legge libica preveda per i migranti catturati in mare? Io sì. I parlamentari italiani, invece, pare di NO.

E’ da un bel po’ di tempo che sto raccontanto il regime di schiavitù in cui sopravvivono i migranti in Libia. Una condizione da secoli scorsi, qualcosa che il Mondo pensava di essersi lasciato alle spalle. Invece no.

In Libia lo schiavismo è la realtà

L’intero sistema economico del Governo di Accordo Nazionali Libico (GNA) è basato attualmente sul lavoro degli schiavi stranieri.

  • Gli uomini vengono utilizzati come schiavi operai edili per la costruzione di opere pubbliche e private e come schiavi soldato.
  • Le donne sono vendute come domestiche/prostitute (leggete la mia ultima inchiesta pubblicata da Il Manifesto la settimana scorsa).
  • I bambini… ancora non lo so. Lo scoprirò. Per ora so che nel lager libico di Tarek al Mattar (finanziato dall’Italia) l’allora direttore del campo (che collaborava con gli italiani) ha venduto dei bambini piccoli a luglio 2018. Sto cercando di scoprire dove siano finiti.

Tutti questi schiavi lavorano senza stipendio e sono privati della libertà. Sono tutte persone catturate in mare dalla Cosiddetta Guardia Costiera Libica finanziata dall’Italia. Dopo la cattura vengono deportati nei campi di concentramento dell’area di Tripoli (anche in quelli finanziati dall’Italia) e lì venduti all’esterno come schiavi. Il prezzo che le guardie dei lager finanziati dall’Italia chiedono ai cittadini libici per una donna da utilizzare come schiava domestica/prostituta è 1500 dollari.

Ma la vendita e l’utilizzo di schiavi, in Libia, non è solo un affare illegale.

Alcuni rifugiati vengono catturati in mare e poi processati nel Tribunale ordinario di Tripoli. Da lì, vengono destinati ai lavori forzati.

Avete letto bene: processati nel Tribunale ordinario di Tripoli e da lì destinati ai lavori forzati.

Questo perché…

La legge libica prevede la pena dei lavori forzati per il reato di immigrazione clandestina

Eccola qui, la legge numero 19 del 2010. Articolo 6:

legge libica lavori forzati

Law No. (19) of 1378 FDP – 2010 AD on combatting illegal immigration.

L’immigrazione clandestina è punita con la pena della detenzione con lavori forzati.

Preciso che per la legge libica è reo di immigrazione clandestina anche chi esce dalla Libia, non solo chi vi entra. Chi, quindi, viene catturato in mare dalla cosiddetta guardia costiera libica mentre sta fuggendo su un gommone, è considerato un criminale e viene arrestato legalmente.

Tra i rifugiati che conosco ce ne sono tantissimi che nel 2019 e 2020 sono stati processati nel Tribunale ordinario di Tripoli. Sapete come? Erano legati (e in alcuni casi bendati) e NON avevano avvocati difensori. Sono stati tutti condannati ai lavori forzati.

La legge libica 19/2010 è attualmente in vigore in Libia?

La 19 è una legge del tempo di Gheddafi. E’ anche una legge del nuovo governo di accordo nazionale libico?

Un mesetto fa ho posto la domanda alle viceministre degli Esteri (Marina Sereni del PD e Emanuela del Re del Movimento 5 stelle), ma una risposta non l’ho ricevuta.

Poi sono tornata all’attacco ponendo la domanda a tantissimi parlamentari italiani, scegliendoli tra quelli che hanno votato il rifinanziamento alla cosiddetta guardia costiera libica.

La risposta è che… i parlamentari italiani NON LO SANNO,

Hanno votato il rifinanziamento ad una milizia consentendole di arrestare i migranti e non hanno neanche letto la legge libica a cui saranno sottoposti i migranti catturati! Sembra incredibile, ma è vero.

La risposta a questa domanda, comunque, posso darvela io:

Sì: i lavori forzati per i migranti fanno parte della attuale legge libica!

Il codice penale libico in vigore sotto Gheddafi è rimasto legge sotto il Governo di Accordo Nazionale Libico. Alcuni articoli sono stati cambiati, ma la Law No. (19) of 1378 FDP – 2010 AD on combatting illegal immigration non è stata toccata, ed è quindi oggi valida.

L’Italia, quindi, non regala solo motovedette al Governo di Accordo Nazionale Libico, regala anche persone, SCHIAVI!

L’Italia ha firmato tutte le convenzioni sui diritti umani. Convenzioni che bandiscono la schiavitù.

Con una mano le ha firmate, con l’altra ha ceduto e continua a cedere SCHIAVI ad un Paese straniero.

Lo sanno, questo, i parlamentari italiani? Sì, lo sanno, perché io e tanti altri attivisti continuiamo ad informarli, a scrivere articoli e interrogazioni parlamentari come questa.

Ciò che possiamo fare è continuare ad informarli, perché non possano più crogiolarsi dietro la bugia del “Ah, io non lo sapevo“. Quindi scrivete loro, via mail e soprattutto in pubblico, sui social, costringeteli a prendere visione e ad assumersi la responsabilità di ciò che stanno facendo.

C’è stata la Giornata Internazionale per i diritti dei migranti e moltissimi dei parlamentari che con il loro voto stanno fornendo schiavi alla Libia hanno avuto il coraggio di parlare dei diritti dei migranti. Questo è a mio parere inaccettabile.

Cosa possiamo fare?

Possiamo, anzi dobbiamo, continuare a raccontare, ad informare la gente e ad esigere che i politici che stanno prendendo parte al sistema di cessione di schiavi alla Libia si assumano la responsabilità delle loro azioni.

Tra qualche anno sui libri di Storia ci sarà scritto: “Il Governo italiano era l’organizzatore e il finanziatore di un sistema di deportazioni dal mare basato sulla razza e volto alla cessione di migliaia di schiavi al governo libico“. Molti politici italiani proveranno a mentire, a dire “Io non lo sapevo“. Ecco, evitiamo almeno questo!

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