Feb 162016
 

Il cibo è di moda, troppo, non se ne può più. Una volta il cuoco era un mestiere umile, poverino per campare fa il cuoco, oggi c’è chi venderebbe sua madre per avere un lavoro così. E si parla solo di gastronomia, e si scrive solo di roba commestibile. Ormai tutti quelli che in casa hanno almeno un fornelletto da campeggio scrivono il loro blog di cucina, fotografano ogni boccone che mangiano e si sentono “food blogger”.

Quindi perché mai mi interesso anche io di cibo???

Per necessità. Che, badate bene, non è certo quella di avere dei follower, è un altro tipo di necessità, oggettiva, che deriva dalla mia ritrovata vita familiare: riuscire a preparare la cena e nel frattempo stare con mia figlia. Una necessità che le madri (e i padri) di bambini piccoli conoscono bene: o fai giocare il bimbo o cucini.

E invece no, puoi fare tutte e due le cose, insieme!

Pappa Vera è un gioco, un gioco semplice nato come esigenza durante la vita quotidiana e pian piano caricatosi di elementi creativi, di storie, di immaginazione. Con lo stesso entusiasmo creativo con cui davanti ad un foglio bianco decidevamo cosa disegnare, adesso decidiamo cosa cucinare.

Del resto accade spesso che l’arte nasca dai bisogni primari. Tutti abbiamo bisogno di un tetto sulla testa, di vestiti e di cibo. Possiamo vivere lo stesso in una casa qualunque vestiti come capita mangiando una minestra qualsiasi. Ma l’architettura, la moda e la gastronomia ci hanno mostrato come un pizzico d’arte aggiunto alla soddisfazione dei nostri più semplici bisogni possa rendere molto più lieta la nostra condizione di uomini – e di bambini – pensanti e sognanti.

Pappa Vera è una piccola guida che non si pone come obiettivo quello di insegnarvi a cucinare, grazie al cielo non sono e non voglio essere una food blogger, ma spero vi possa stimolare a trovare nell’atto quotidiano di preparare da mangiare un terreno di gioco fertile per la creazione di vostre ricette e per lo sviluppo di uno splendido rapporto con i vostri figli.

Il nome deriva dalla distinzione, ben presente già nei bambini di un anno, tra il “finto” e il “vero”. Il bambino gioca con la “pappa finta” e sa che è finta, ma questo gioco lo avvicina alla realtà perchè il cibo è un bisogno reale. Prepara manicaretti finti per i suoi pupazzi e li nutre. Se proviamo a dargli dei consigli, ad esempio “Non dare troppe torte alla bambola, o le verrà male al pancino”, il bambino sorride, ci guarda e ci spiega che può dare quanti dolci vuole ai suoi pupazzi perchè è… pappa finta.

Allo stesso modo il bambino capisce che la Pappa Vera ha altre regole.

Ma ricordate che è un gioco, soltanto un gioco.

in cucina

Qui trovi tutti i capitoli e le ricette di Pappa Vera.

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