Ott 162017
 

Mi sono già occupata di foto false ed è stato un articolo facile da scrivere, perché una foto è qualcosa di materiale, un istante di vita cristallizzato in un’immagine. In poche parole è VISIBILE.

L’eroismo, che è l’argomento di questo articolo, è al contrario cosa invisibile e questionabile, come la santità.

E’ impossibile indagare sulla verità o la falsità di un presunto eroismo?

Forse. Eppure ci sono casi in cui l’eroismo viene raccontato, celebrato e addirittura eviscerato così forte da darci l’illusione di poterlo vedere e toccare e di poter prelevare questa realtà e confrontarla scientificamente con fatti reali come registrazioni telefoniche e carte scritte.

Uno di questi casi è quello di Catia Pellegrino. Ce l’hanno raccontata in tutte le salse: primo comandante donna di una nave militare italiana, giovane e bella, forte, la dimostrazione vivente che una donna può fare quel che vuole, il volto della Marina Militare Italiana. E’ stata addirittura la protagonista di un film per la tv, “La scelta di Catia”.

Una star.

Un’eroina, dice la tv. E anche la politica. Nel 2015 il Presidente Sergio Mattarella la insignì dell’ onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Cos’ha fatto di tanto eroico? Ce lo fanno vedere con un tripudio di immagini: ha salvato persone in mare. Tante persone.

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“Che bello”, pensano le ragazzine di tutta Italia, “vorrei diventare come lei”.

Chi non lo vorrebbe? Bella, tosta, coraggiosa e anche EROE.

 

E poi arriva l’inchiesta di Fabrizio Gatti sull’Espresso.

E’ una doccia gelata.

Segue un’inchiesta penale e Catia Pellegrino viene indagata per omicidio colposo e omissione di soccorso. Deve rispondere di un ritardo di 4 ore nei soccorsi ad un’imbarcazione affondata il giorno 11 ottobre 2013. 286 morti, di cui 60 bambini.

Da eroe a imputata per omicidio.

 

Mamma, come si diventa un eroe?

Cosa rispondere ad un bambino? Io gli direi “Devi mettere il bene degli altri al di sopra del tuo”. Si potrebbe aggiungere: “Devi essere coraggioso”, “Devi saperti gettare nel pericolo per salvare gli altri”, “Devi saper andare contro tutti e tutto per un tuo ideale”. Sono queste le caratteristiche degli eroi… nel resto del Mondo.

In Italia, bé… basta andare in televisione.

 

Provo a scriverla io una docu-fiction

C’è una ragazzina che frequenta l’istituto tecnico nautico Marcantonio Colonna, a Roma. Porta i capelli legati sulla nuca, come Catia Pellegrino. E’ l’unica ragazza della sua classe e sul letto ha appeso il poster de “La scelta di Catia”.

Un giorno un suo amico che frequenta il Ginnasio le fa leggere un articolo de “L’Espresso” in cui si sostiene che per i fatti dell’11 ottobre 2013 la Marina menta e che la nave Libra comandata da Catia Pellegrino abbia giocato a nascondino per 4 ore con le forze maltesi per non dover andare a soccorrere l’imbarcazione che stava affondando.

La ragazzina legge le testimonianze dei sopravvissuti, padri che hanno visto morire i loro bambini.

Legge che la Marina Italiana ha ordinato alla nave Libra di non intervenire e tenersi nascosta.

La nave Libra di Catia Pellegrino.

La sua Catia Pellegrino.

 

La ragazzina si immedesima in Catia. Ricevere un ordine come quello deve essere stato tremendo, per lei e per tutto l’equipaggio della Libra. Ha visto e rivisto il film “La scelta di Catia” e sa che la giovane comandante è una tosta, che non si sta zitta, che non si fa mettere in un angolo e che quando c’è da salvare qualcuno è intenibile. A sentirsi dire di non intervenire si sarà sentita impotente e frustrata, avrà certamente discusso l’ordine ricevuto, litigato con i suoi superiori…

La Catia della televisione è così: è tosta, non si fa mai mettere i piedi in testa.

E’ un’eroina. Questo fanno le eroine.

 

“No” risponde secco l’amico. Armeggia un po’ con il cellulare e passa le cuffie alla ragazzina. Sono le telefonate pubblicate dall’Espresso

Al minuto 3:32 ce ne è una tra il Comando della Marina Militare e la nave Libra. Sono le ore 15:34 dell’11 ottobre 2013. La nave Libra è a sole 17 miglia marina dal peschereccio che sta imbarcando acqua. La Marina conosce la situazione ormai da tre ore (esattamente dalle 12:39).

La Marina ordina al comandante della nave Libra di non avvicinarsi al peschereccio che affonda. “E non ti far vedere” raccomanda. La voce argentina della giovane comandante risponde: “Ovviamente”.

L’amico va avanti e le fa ascoltare la telefonata al minuto 6:43 del video dell’Espresso. E’ ancora una telefonata tra la Marina e la nave Libra. La Marina rinnova la raccomandazione di non farsi vedere dalla motovedetta che è stata inviata dai maltesi (da molto più lontano, ore di distanza) quando arriverà. “Se vi vede gira la capa al ciuccio e se ne va”.

Guardacaso…” risponde Catia Pellegrino ed il suo tono va ascoltato, non può essere descritto a parole.

La ragazzina lo ascolta. Ascolta tutto. Anche la comunicazione delle 17:09 in cui si dice che il peschereccio si è rovesciato e ci sono tante persone in mare.

Poi torna a casa. Nella testa le risuona ciò che ha sentito ma anche e soprattutto ciò che non ha sentito dire dalla sua eroina.

Entra in camera sua e su youtube riguarda la fine de “La scelta di Catia”. Lo conosce a memoria quel film, ma vuole essere sicura.

 

C’è Catia Pellegrino che racconta:

L’11 ottobre nel primo pomeriggio eravamo in pattugliamento nello stretto di Sicilia e ad un  certo punto è arrivata la comunicazione dalle superiori autorità di un natante con dei problemi e quasi contestualmente è arrivato l’allarme che l’imbarcazione poteva essersi rovesciata”. (Catia Pellegrino – da “La scelta di Catia”)

“Quasi contestualmente”?

12:39 – prima telefonata di richiesta soccorso dal peschereccio che imbarcava acqua

15: 34 – “Non ti far vedere”. “Ovviamente”

15:41 – “Se vi vede gira la capa al ciuccio e se ne va”. “Guardacaso…”

17:09 – avvistato il barcone capovolto, con gente in mare.

 

Quasi contestualmente la ragazzina guarda il poster appeso sul suo letto e il viso fiero della comandante.
La ragazzina divide la camera con suo fratello minore. Sul suo, di letto, c’è un poster dei super-eroi: Batman, Superman, Capitan America, Hulk e compagnia bella.

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